NAPOLI – La Campania ha mostrato segnali di miglioramento negli ultimi 15 anni, nel lasso di tempo che va dal 2010 al 2024, per quanto riguarda gli aspetti legati a salute, parità di genere, lavoro e crescita, consumo e produzioni responsabili, ma peggiora per quanto riguarda povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, vita sulla terra.
È quanto emerge dal rapporto “I territori e lo sviluppo sostenibile 2025” presentato dall’alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) a Roma durante il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel). Il lavoro analizza il posizionamento, l’andamento nel tempo e la distanza di Regioni e Città Metropolitane rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) dell’Agenda 2030. Sulla base di circa 100 indicatori statistici, l’analisi affronta temi di grande rilievo e attualità per le politiche territoriali, tra cui decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture verdi, politiche abitative e le politiche di coesione. Stando ai dati emersi, la Campania presenta un forte miglioramento per la produzione ed il consumo responsabili, con un aumento della raccolta differenziata (+23,8 punti percentuali tra il 2010 e il 2023). Lievi miglioramenti per salute (diminuisce il numero di persone che fumano e quelle sedentarie, ma aumenta l’indice di vecchiaia e diminuisce il numero di medici di medicina generale), parità di genere (migliora il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli, mentre diminuisce il numero di donne nel consiglio regionale e peggiora l’equilibrio di genere nei percorsi universitari Stem) e lavoro e crescita economica (diminuiscono i lavoratori non regolari, aumentano gli infortuni sul lavoro). Viene rilevata una sostanziale stabilità per agricoltura e alimentazione; istruzione; energia; imprese, innovazione e infrastrutture; città e comunità; giustizia e istituzioni, mentre va peggio nelle voci povertà (aumenta la povertà relativa individuale e la percentuale di persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o problemi di umidità), acqua (aumentano sia l’irregolarità nella distribuzione sia la dispersione idrica) e vita sulla terra.