Il Senato riflette, acceso dibattito sul futuro di Conte: la situazione

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Un acceso dibattito si è aperto dopo il discorso di questa mattina del Premier Conte al Senato. Tra i primi a parlare, Casini e Monti: “Le considerazioni tenute dal presidente del Consiglio mi inducono ad un orientamento positivo”, dichiara il senatore Mario Monti del gruppo Misto nel dibattito per votare o meno la fiducia al premier. “Porto il mio voto libero e condizionato alle mie convinzioni sui singoli provvedimenti: se mi convincono non solo li voterò ma interverrò anche sulla opinione pubblica internazionale”, ha concluso.

“I socialisti valuteranno a tempo il suo proposito tenendo conto che in questi mesi abbiamo sostenuto il suo governo da apolidi: non ne facciamo parte né abbiamo ricevuto inviti a partecipare a riunioni su decisioni. Quando non siamo stati d’accordo, abbiamo espresso qui il nostro dissenso lealmente e alla luce del sole. Ora a noi sta a cuore il progetto di rinascita dell’Italia” dichiara invece Riccardo Nencini, senatore del Psi. “Le faccio io una proposta: approvato lo scostamento di bilancio, che voteremo, convochi le forze europeiste che accoglieranno il suo appello”.

Verso il no alla fiducia invece Emma Bonino +EU. “Basta fare un giro in un Ospedale per capire che la situazione descritta da Conte non sia vera. Non spetta a Conte nè favorire nè ostacolare le riforme a partire da quella della legge elettorale: è una prerogativa parlamentare. Cosa c’è di responsabile nelle posizioni tatragone, quasi dei diktat, che normalmente i colleghi M5S pongono, dal ‘fine processo mai’ alla situazione delle carceri? Ci serve un governo forte e responsabili e quello di Conte non lo era prima e non lo sarà dopo. Per questo non gli voterò la fiducia”, conclude.