NAPOLI – A poche settimane dalla presentazione delle liste in Campania, il centrodestra non ha ancora un candidato alla presidenza. Una situazione paradossale, che non si spiega con la normale dialettica politica né con i consueti rapporti di forza interni alla coalizione. Qualcosa di più profondo sta accadendo.
Ed è qui che si entra nel cuore del problema. Notix è in grado di raccontare l’arcano: la vera partita non si gioca a Napoli, ma a Bari.
Dentro Fratelli d’Italia è scoppiata la guerra. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano non digerisce l’accentramento di potere nelle mani di Raffaele Fitto (vice presidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale, le città e le riforme) né la scelta di un suo candidato in Puglia.
Da lì è partita la reazione a catena: la revoca della Zes Unica (al suo posto il nuovo Dipartimento per il Sud), l’appoggio di Edmondo Cirielli che, appunto, è uomo di Mantovano, e infine lo scontro che si è trasferito in Campania, dove il partito Fratelli d’Italia è letteralmente in frantumi.
Il quadro nazionale completa lo scenario: la Lega si è tenuta stretto il Veneto, la Puglia dunque è diventata terreno di conquista tra Fitto e Mantovano, e alla Campania in base a ciò che accadrà in Puglia sarà notificata la scelta. Ma i forzisti non hanno alcuna intenzione di subire: veti incrociati, rinvii, stop and go, tutto pur di non cedere spazi.
La logica spartitoria è chiara: appena si sblocca la Puglia – se Fitto piazza il suo candidato – la Campania finirà in quota Forza Italia. Viceversa, se la Puglia verrà lasciata a Forza Italia, a quel punto toccherà a Fratelli d’Italia prendersi la Campania.
Il resto? Solo chiacchiere buone a riempire i quotidiani.
Nel foto: il sottosegretario Alfredo Mantovano, il commissario europeo Raffalele Fitto e il vice ministro Edmondo Cirielli