AVELLINO – “Tante cose avrei voluto farle meglio, tutte le volte che c’è una domanda di giustizia a cui non riesco a dare risposta, è un fallimento”. Lo ha detto Domenico Airoma, procuratore di Avellino dal 16 febbraio 2021, che da lunedì guiderà la procura del Tribunale di Napoli Nord, agli studenti intervenuti al Polo Giovani della Diocesi di Avellino.
“Cinque anni impegnativi – ha detto il magistrato – ma anche entusiasmanti sotto molti aspetti. Non nascondo la tristezza, ma anche l’orgoglio di aver scoperto in questa terra tante persone oneste, desiderose di affermare finalmente un po’ di giustizia”. Airoma non ha nascosto anche il rammarico per “lo scarto tra la conoscenza investigativa e ciò che poi realmente diventa oggetto dell’accertamento processuale: l’importante – ha però sottolineato – è che ci si faccia sempre un esame di coscienza”.
Il magistrato è poi tornato, indirettamente, sull’inchiesta “Dolce Vita” nella quale è coinvolto l’ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa: “Ho fatto in coscienza ciò che ritenevo di dover fare. Credo sia giunto il momento, ed è un dovere di tutti, di tenere ben presenti i valori sui quali si fonda una comunità: non solo l’effimero, le luci di concerti e feste, ma il rispetto della dignità di tutti gli avellinesi e di tutte le persone per bene: mi auguro che i futuri amministratori abbiano a cuore la dignità di tutti, di fare in modo che, ad esempio, quando si svolge un concorso tutti siano messi nelle stesse condizioni, senza favoritismi o buste sotto banco”.