CASERTA – Il Comune di Caserta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.
La decisione, su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stata formalizzata durante il Consiglio dei Ministri svoltosi nel pomeriggio a Palazzo Chigi, durato circa una quarantina di minuti. La decisione era nell’aria da tempo. Lo scorso otto agosto era stata nominata la Commissione di accesso. L’amministrazione è stata colpita negli ultimi tempi da tre inchieste. La prima della Direzione distrettuale antimafia relativa agli appalti per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti, già nelle prime fasi dibattimentali, che ha visto coinvolto direttamente il primo cittadino Carlo Marino e il funzionario Marcello Iovino, poi altre due indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere per turbata libertà degli incanti in relazione a gare con affidamenti diretti per la manutenzione del verde pubblico nei confronti di funzionari e imprenditori, ma che soprattutto ha visto coinvolti l’ex assessore Massimiliano Marzo e l’ex vice sindaco Emiliano Casale nelle vesti di imputati per voto di scambio. Sono accusati di aver promesso appalti all’imprenditore Raffaele Nunziante della Green Aedilis srl e a Gennaro Rondinone in cambio di voti nelle ultime elezioni comunali. Carlo Marino avrebbe dovuto deporre martedì scorso come testimone nel processo relativo all’appalto per la realizzazione del parcheggio San Carlo, ma ha giustificato la sua assenza con un impegno istituzionale pregresso.
gmm