Il Comune di Caserta sciolto per camorra: termina nel peggiore dei modi l’era di Carlo Marino

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CASERTA – La decisione del Consiglio dei ministri è giunta nella giornata del Venerdì Santo: il Comune di Caserta è stato sciolto per camorra. Per Carlo Marino un venerdì nero che sancisce con infamia la fine del suo secondo mandato.

Su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Consiglio dei ministri, in una seduta lampo di poco più di 40 minuti, ha messo fine alla consiliatura (stessa misura è stata presa per i comuni di Aprilia, nel Lazio e di Badolato e Casabona in Calabria) ed ora per il Comune di Caserta si aprirà una lunga fase di commissariamento.

Sindaco del capoluogo di Terra di Lavoro da quasi 9 anni, Marino potrebbe, in ogni caso, impugnare il provvedimento del governo scaturito dalla relazione della triade commissariale che a Caserta si era insediata lo scorso agosto.

La commissione d’accesso, composta dal prefetto Maurizio Masciopinto, dal viceprefetto aggiunto Laura Mattiucci e dal maggiore della Guardia di Finanza Gianfranco Mozzillo, lo scorso febbraio aveva concluso il proprio mandato e consegnato al prefetto di Caserta Lucia Volpe le conclusioni del proprio lavoro, dopo avere passato al setaccio gli atti comunali delle due consiliature di Marino. Gli ispettori, infatti, erano giunti a Caserta a seguito dell’inchiesta che aveva travolto gli assessori Massimiliano Marzo ed Emiliano Casale (vice sindaco).

Il Comune di Caserta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche ai sensi dell’art.143 comma 1 del D. Lgs. n.267/2000 (Testo Unico Enti Locali). Il comma 4 del predetto articolo 143 dispone che: “Lo scioglimento di cui al comma 1 è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione di cui al comma 3, ed è immediatamente trasmesso alle Camere. Nella proposta di scioglimento sono indicati in modo analitico le anomalie riscontrate ed i provvedimenti necessari per rimuovere tempestivamente gli effetti più gravi e pregiudizievoli per l’interesse pubblico; la proposta indica, altresì, gli amministratori ritenuti responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia, di componente delle rispettive giunte e di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti“.

Santonastaso (Fdi): macchia indelebile per la città

“Una macchia indelebile sulla città cagionata dalla peggiore amministrazione della storia casertana, emblema di inefficienza, incapacità ed arroganza! Un epilogo quasi scontato – ha dichiarato a caldo il leader cittadino di Fdi e consigliere comunale Paolo Santonastaso – considerando il modus operandi di Marino & Co. Che sia l’anno zero da cui ripartire con serietà, competenza e mettendo all’angolo chi ha contribuito ad accendere questo faro di vergogna sulla nostra Caserta”.