Il caso Silvestro: quando il silenzio degli amici suona come un De Profundis. Intanto della vicenda se ne occuperà la Procura di Roma

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ROMA – (a.a.) – Adesso c’è anche un fascicolo trasmesso alla Procura di Roma. E c’è un’indagine che riguarda il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro per violenza sessuale, mentre un carabiniere risulta indagato per tentata violenza privata. Saranno i magistrati capitolini a stabilire fatti, responsabilità e verità. La presunzione di innocenza resta un principio sacro e non negoziabile.

Ma distinguiamo: c’è un terreno che appartiene alla cronaca e un altro alla politica e alle istituzioni. E quest’ultimo è un terreno sul quale le domande, prima ancora delle risposte, diventano inevitabili. Perché Silvestro non è un parlamentare qualsiasi. È il presidente della Commissione parlamentare per le Questioni regionali. È stato componente della Commissione Antimafia. È un esponente di lungo corso di Forza Italia. E le accuse della denunciante collocano i fatti in un ufficio del Palazzo di San Luigi dei Francesi, sede di uffici del Senato. Circostanza che conferisce alla vicenda una rilevanza che travalica la dimensione privata.

A colpire, poi, sono state le parole. Quel «poi ci divertiamo» pronunciato all’indomani della notizia. E quel riferimento all’avvenenza della donna e alla propria. Frasi successivamente corrette e accompagnate dalle scuse del senatore, ma che hanno restituito un’immagine di sconcertante leggerezza.

Del resto, non è la prima volta che Silvestro finisce al centro delle polemiche. Ad Arzano, comune sciolto più volte per infiltrazioni camorristiche, da anni è protagonista di uno scontro durissimo con il giornalista anticamorra Mimmo Rubio, destinatario di una richiesta di risarcimento da 50 mila euro e al centro, a sua volta, di una controversia sulla revoca della scorta. Vicende che hanno contribuito a consolidare l’immagine di un uomo politico poco incline alle critiche e assai più propenso a considerare il dissenso una forma di ostilità.

E c’è un altro particolare che merita attenzione. Negli ultimi mesi Silvestro era stato annoverato tra i parlamentari campani insofferenti alla leadership regionale di Fulvio Martusciello. Una fronda nota a tutti. Eppure, da quando è esplosa la vicenda giudiziaria, attorno al senatore è sceso un silenzio quasi liturgico. Nessuna dichiarazione pubblica di solidarietà. Nessuna levata di scudi. Nessuna difesa da parte di quei colleghi con i quali ha condiviso malumori e congiure interne.

In politica, però, i silenzi parlano. E, talvolta, suonano addirittura come le campane a morto. Insomma, il silenzio che circonda oggi Francesco Silvestro più che alla solidarietà, assomiglia alla recita di un De profundis.