NAPOLI – (Red. Pol.) – Senza nulla a pretendere: sembra quasi la conclusione della lettera di Totò e Peppino la comunicazione con cui il Cdr della Tgr Campania (i rappresentanti sindacali di base, ndr) ha annunciato questa mattina all’intera redazione che l’organico non sarà al momento completato, come previsto, con l’assunzione di Daniele Piervincenzi.
Il nuovo conduttore (insieme a Claudia Di Pasquale) della trasmissione che fu di Sigfrido Ranucci, ricordiamolo, è uno dei sette sui 127 giornalisti risultati idonei nella selezione per l’inserimento stabile e regolare nella tv pubblica destinati alla redazione del Tgr Campania, ma dopo aver firmato, due giorni fa, l’assunzione, sarà immediatamente distaccato a Roma.
Un’assunzione rinviata più volte la sua, dalla primavera a oggi, che era stata fissata per metà settembre, annunciata dallo stesso Cdr e suggellata con una mail del direttore di testata, Roberto Pacchetti. Il quale, poi, è apparso nella redazione napoletana mercoledì 9 settembre, per salutare il nuovo caporedattore centrale appena nominato all’ombra del Vesuvio, Guido Pocobelli Ragosta.
In quell’occasione ha, come di rito, incontrato i rappresentanti del Cdr – i giornalisti Giuseppe De Caro, Nello Di Costanzo e Vincenzo Perone – che sono stati in silenzio per tre giorni. Giusto il tempo, ieri, di veder materializzare nella redazione di Fuorigrotta il “collega di ufficio” Piervincenzi, che ha fatto di tutto per non passare inosservato – tra i corridoi della redazioni, il bar e la mensa – e poter annunciare “Urbi et orbi” l’assunzione e il successivo distacco.
Una scelta aziendale che aprirà la strada a possibili decine di ricorsi: quelli dei giornalisti che hanno superato la selezione con Piervincenzi, ma che sono stati costretti a lasciare Roma verso le testate regionali, come previsto dal bando di concorso.
Resta ora solo un dubbio: chi e come colmerà il vuoto in organico in Campania? “Sono in corso valutazioni sui cui vi terremo informati”, chiosa il combattivo e coriaceo (sic) Cdr della Tgr Campania.
Come mai tanta morbidezza? Non vorremmo apparire maliziosi, ma forse la imminente giostra di promozioni suggerisce cautela. C’è da nominare almeno un vicecaporedattore al posto di Guido Pocobelli Ragosta, posizione che i beni informati danno già assegnata in quota rosa (e già si prevedono altre polemiche). Poi c’è da nominare un caposervizio. Non solo: tra un anno potrebbe già arrivare il nuovo caporedattore centrale vicario, visto che Gianfranco Coppola è prossimo alla pensione. A questo si aggiungerebbe la nomina di un ulteriore vice caporedattore e di un altro caposervizio.
Insomma, meglio tenere la polvere sotto il tappeto…


