I giorni della prigionia di Aldo Moro ricostruiti in un monologo da Ulderico Pesce

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MADDALONI – Si è conclusa ieri sera, nella sala polifunzionale intitolata a Franco Imposimato, situata in un bene confiscato alla criminalità organizzata in Corso I Ottobre a Maddaloni.
Un’intensa e commovente serata di teatro civile. Protagonista Ulderico Pesce, attore e autore impegnato, che ha portato in scena il monologo “Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia”, scritto a quattro mani con il compianto giudice Ferdinando Imposimato, suo grande amico.

Con passione e profondità, Pesce ha saputo catturare l’attenzione del pubblico intervenuto, conducendolo in un viaggio a ritroso nel tempo, nei drammatici giorni del sequestro Moro. Un racconto vibrante, capace di risvegliare domande ancora aperte, a oltre quarant’anni da quei fatti: chi furono davvero i mandanti? Una domanda che continua a bruciare, e che grazie a una narrazione lucida e appassionata si fa più urgente e più chiara.

Non è mancata, nel corso della serata, una nota di rammarico. Rivolta ai giovani maddalonesi, colpevoli di un’assenza significativa. “Ragazzi, ieri sera avete perso un appuntamento con la Storia. Le partite si riguardano, la memoria no”, è stato il monito, amaro ma sincero, lanciato dagli organizzatori e dalle persone presenti all’ evento, ottimamente organizzato, dai volontari dell’ associazione.

A chiudere l’incontro, le parole accorate di Antimo Suppa, animatore dell’Albero della Vita: “Grazie di cuore per la tua voce, la tua arte, e il tuo coraggio. È lo stesso coraggio che ognuno di noi dovrebbe riscoprire. Guai a mollare. Chi molla è babbo! Ciao, grande Uomo.”

Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a Filiberto Imposimato, figlio di Franco, per la sua presenza e la continua vicinanza a iniziative su memoria e legalità. Una serata che ha lasciato il segno, nel nome del coraggio, della giustizia e della verità.

Carlo Pace