Forza Italia, doccia fredda per i ribelli campani: Roscioli risponde alla lettera contro Martusciello con un cazziatone epico

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NAPOLI – di Carlo Tarallo – Finisce con una brutta figura politica e mediatica il tentativo di ribellione di alcuni parlamentari e consiglieri regionali di Forza Italia nei confronti del coordinatore regionale Fulvio Martusciello.

Ricordiamo cosa è accaduto: pochi giorni fa, quattro parlamentari azzurri della Campania, i senatori Franco Silvestro e Raffaele De Rosa e i deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, insieme ai consiglieri regionali Livio Petitto, Assunta Panico e Angela Parente, indirizzano a Marina Berlusconi, Antonio Tajani e al tesoriere del partito Fabio Roscioli, avvocato romano e figura di riferimento dei Berlusconi nella capitale (è stato legale del Cav), una lettera che poi viene anche resa pubblica, attraverso la quale i “ribelli” chiedono il “commissariamento” oppure “la nomina di un comitato di reggenza” del partito regionale.

A un’altra accusa nei confronti del leader regionale, quella di aver compromesso i rapporti con gli alleati, aveva già risposto l’uomo forte di Fratelli d’Italia in Campania, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, smentendo tutto e sottolineando che “il clima è certamente molto sereno e il dialogo politico è proseguito in modo costruttivo” e che “siamo soddisfatti dei rapporti tra Fdi e Fi”.

Ma la batosta definitiva per Silvestro, Patriarca & company arriva questa mattina, quando il Fatto Quotidiano scodella in prima pagina la lettera di risposta di Roscioli, durissima, ai sette insubordinati. Una lettera che viene indirizzata in copia anche a Antonio Tajani e ai vicesegretari di Forza Italia.

Roscioli premette di non voler “entrare nel merito” augurandosi una “dialettica serena e costruttiva che si fondi su tematiche politiche e non personali”. Poi arriva quello che, politicamente, può essere considerato, ci passerete il termine, un vero e proprio “cazziatone”. “Mi chiedo quale scopo possa avere”, scrive Roscioli, “l’indirizzo della missiva a Marina Berlusconi, definita Presidente, riservando ad Antonio Tajani la veste di onorevole e non di segretario nazionale”. I figli, è costretto a ricordare Roscioli, hanno sempre voluto riservare al compianto Silvio Berlusconi “il ruolo di presidente di Fi, per onorarne la memoria e ricordarne il ruolo fondamentale nella vita politica del movimento”.

Dalla missiva traspare una forte irritazione nei confronti di Silvestro, Patriarca e degli altri “ribelli”, che hanno coinvolto in una bega locale Marina Berlusconi, un coinvolgimento che “non è a mio parere”, argomenta Roscioli, “esattamente pertinente”. Marina Berlusconi, si legge ancora, dialoga “direttamente con il nostro segretario nazionale”, ma su questioni “che hanno a che fare esclusivamente con gli ideali politici di FI al fine di contribuire alla crescita del nostro movimento nell’ambito di uno scambio che ha come unico scopo un confronto reciproco che approdi ad un arricchimento di idee e di valori”. Per tutto il resto, si legge ancora su Il Fatto Quotidiano, (“anche considerato il rispetto e la fiducia sempre dimostrata dalla famiglia Berlusconi verso il nostro segretario Tajani”), Roscioli bacchetta i parlamentari campani: “Le tematiche e problematiche relative al movimento” devono essere affrontate “al nostro interno nel rispetto dei ruoli istituzionali da ciascuno rivestiti”. La famiglia Berlusconi non può certamente essere coinvolta in un litigio con Tajani: si rischierebbe, scrive ancora Roscioli, di “attirare l’eco mediatica” su questioni “che non avrebbero alcuna utilità per la risoluzione dei problemi” e le azioni “di essere interpretate come una partita giocata sul piano personale con la complicità di soggetti che invece nulla possono o vogliono fare riponendo la più totale fiducia nell’operato di Tajani”.

Ancora, Roscioli sottolinea come queste iniziative non debbano “trascendere dalla grammatica istituzionale”. Va sottolineato che anche in altre regioni ci sono tensioni e polemiche interne, ma solo ai ribelli campani, a quanto è dato sapere, è stata data una risposta così dura: del resto, Martusciello ha con i Berlusconi un legame trentennale. Cosa accadrà adesso? I firmatari della fatale lettera hanno due strade: lasciare il partito o lavorare per una soluzione alle problematiche interne che passi attraverso il dialogo e una fisiologica dialettica politica. In particolare, Annarita Patriarca, nei mesi scorsi, dopo essersi dimessa da leader provinciale di Forza Italia, sembrava in avvicinamento verso Fratelli d’Italia, e del resto è cosa nota che alle ultime regionali ha votato per un candidato della Lista Cirielli: come ha scritto Repubblica, era in prima fila alla presentazione della lista.

Franco Silvestro, da parte sua, a quanto trapela, continua da coordinatore provinciale del partito a Napoli a lavorare in vista delle amministrative che si terranno, tra tre settimane, in molti importanti comuni della Provincia di Napoli. Da parte sua c’è la massima fiducia nei confronti di Tajani.

Nelle foto, da sinistra: Marina Berlusconi, Fulvio Martusciello, Giuseppe Bicchielli e Annamaria Patriarca