Fiorentino: “Mesi decisivi per debellare il covid, probabili aumenti di contagi a gennaio”

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Il covid è tutt’altro che debellato e questi saranno i mesi decisivi. Ne parla a Repubblica Giuseppe Fiorentino, lo pneumologo che dirige il dipartimento di Emergenza-Covid dell’Azienda dei Colli di Napoli.

Temevamo che dopo il calo successivo al secondo picco, il virus si sarebbe riaffacciato con più prepotenza. Fortunatamente per ora non è accaduto. È la dimostrazione che le restrizioni sono indispensabili. Il contenimento della diffusione di Sars-Cov-2, si basa sul distanziamento fisico e sulla profilassi igienica che parte dalla mascherina e dal lavaggio frequente delle mani. Sulla detersione della pelle è stato ottenuto un buon risultato, mentre facciamo ancora fatica a far capire la necessità di indossare le mascherine e, soprattutto, le modalità con cui dovrebbero coprire naso e bocca”.

Di assembramenti, parola ormai familiare del nostro linguaggio, ce ne sono ancora troppi. Soprattutto di giovani che spesso rappresentano la fascia di positivi asintomatici: si sentono al sicuro perché stanno bene e non accusano alcun sintomo, ma di fatto diventano gli untori silenziosi. Soprattutto per genitori e nonni. Adesso siamo preoccupati per le persone anziane che si sono riunite durante le feste con figli e nipoti. Mi auguro che resti un’ipotesi e che venga smentita“.

È presto per fare un bilancio del vaccino, siamo ancora ai primi giorni, anzi la campagna vera e propria partirà lunedì. Mi esprimo solo per i miei reparti dove insistono circa 100 unità lavorative: tutti hanno aderito, e molti di noi in prima linea hanno già avuto la prima dose. Credo che a breve l’immunizzazione del personale verrà completata. D’altronde, i colleghi di altri presìdi campani mi riferiscono di una risposta compatta all’appello istituzionale. Almeno in Campania sicuramente non si dovrà ricorrere a imposizioni di legge. S ono sicuro che i nostri concittadini accoglieranno l’invito, perché sanno che il vaccino è l’unico strumento per tornare alla vita normale. D’altro canto, noi napoletani siamo abituati ad abbracciarci e rinunciare al contatto fisico è una sofferenza da cui prima si esce meglio è”.