MADDALONI – Dopo trent’anni di indagini, battaglie ambientali e provvedimenti giudiziari, l’ex Cava Monti si avvia finalmente verso una nuova vita. Con un progetto da 12 milioni di euro, sostenuto dalla Regione Campania e supervisionato dalla Procura della Repubblica, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione stessa, è stato raggiunto un traguardo storico: si è tenuta l’ultima riunione operativa in vista dell’avvio dell’appalto integrato per la progettazione e realizzazione delle opere di bonifica.
Fumarole spente e piano di bonifica approvato
Tre sono i risultati parziali già conseguiti, che segnano un cambio di passo decisivo nella gestione dell’emergenza ambientale:
- Spente definitivamente le fumarole che per anni hanno sprigionato vapori tossici contenenti benzene, toluene e xileni.
- Finanziato il Piano esecutivo di bonifica e messa in sicurezza delle circa 100.000 tonnellate di rifiuti speciali interrati nel sito.
- Definita la soluzione tecnica per la gestione delle acque reflue e meteoriche, che saranno trattate e convogliate nel collettore fognario lungo la SP 335.
Un prato sopra i rifiuti e un impianto fotovoltaico
La bonifica prevede la tombatura controllata dei rifiuti, sopra cui verrà realizzato un prato con sistema di irrigazione. Un intervento che non è solo simbolico, ma strutturale, per restituire dignità e sicurezza a un’area devastata da anni di illegalità ambientale. A completare il quadro, un impianto fotovoltaico sarà installato per alimentare autonomamente sia l’irrigazione che i sistemi di captazione dei gas residui, ancora prodotti da combustioni esotermiche in profondità.
Un iter complesso verso il risanamento
L’opera sarà realizzata da Invitalia, soggetto attuatore incaricato del progetto. Resta da affrontare un ultimo nodo: la definitiva acquisizione del sito al patrimonio pubblico. Attualmente, l’invaso è sotto custodia giudiziaria del Comune di Maddaloni, che ha manifestato la volontà di trasferirne la titolarità alla Regione Campania.
Il progetto rappresenta una vera e propria svolta per il territorio: là dove per decenni si è consumato uno dei peggiori scempi ambientali della Campania, sorgerà uno spazio bonificato, sicuro e produttivo. Un modello di rigenerazione ambientale, ma anche un monito per il futuro: la legalità e la tutela dell’ambiente non possono più essere rimandate.
Con l’avvio dei lavori, Maddaloni, con l’amministrazione De Filippo, volta pagina su una vicenda che per anni ha segnato la comunità, tra inquinamento, malattie e abbandono istituzionale. Ora, finalmente, si comincia a scrivere un nuovo capitolo.
Carlo Pace