ESCLUSIVO / Asl Caserta, il giallo s’infittisce: Limone è incompatibile. Notix pubblica le carte al vaglio dell’avvocatura regionale. Dilettanti allo sbaraglio

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NAPOLI – di Antonio Arricale – L’affaire della nomina del direttore generale dell’Asl Caserta si complica, anzi si ingarbuglia. Al punto che i più alti burocrati della Regione Campania stanno provando da giorni a trovare una soluzione giuridica valida e, soprattutto, politicamente credibile, per provare a mettere una toppa alla famosa delibera di giunta del 26 giugno scorso con la quale si nomina Mario Ferrante Direttore generale dell’Asl di Terra di lavoro, ma finora – sembrerebbe – con scarsi risultati.

Delibera che è stata sicuramente fatta dalla giunta regionale, ma di cui – come si sa – si sono perse le tracce. Nel faldone dei dodici provvedimenti di giunta – classificati con i numeri di protocollo che vanno dal 18695 al 18718 – di tutto si parla, infatti, ma non di Ferrante. E questo benché nel comunicato stampa ufficiale, emesso a conclusione dei lavori di giunta, il nome del manager irpino, nell’elenco delle nomine, figura in bell’evidenza, al terzo posto. Nomine – che soltanto per inciso diremo – sono state promosse dal presidente Vincenzo De Luca fra non poche perplessità, dettate soprattutto da motivi di opportunità, a qualche mese dalle nuove elezioni, ed essendo ormai acclarata l’impossibilità da parte sua di concorrere al terzo mandato.

Ma questo – come dire – è nello stile dell’uomo, il quale per motivi di potere, si sa, con le procedure non è andato mai molto per il sottile.

E però, la storia che ne è seguita, è piena di buchi neri e pone sicuramente più di un interrogativo, oltre che evoca l’urgente intervento delle autorità tutorie (e, magari, anche le proteste e l’indignazione delle opposizioni).

Dunque, ad un certo punto, non si capisce bene perché la nomina di Mario Ferrante non è stata più vista di buon occhio da De Luca, sicché si è pensato bene – in quel di Santa Lucia – di revocarla e di affidare l’incarico al direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone. Ed è qui che il giallo si infittisce ulteriormente, perché alle voci non seguono atti concreti.

Insomma, scava e scava, non c’è riscontro né della delibera di ritiro del precedente atto (che, immaginiamo, debba essere fortemente motivato) e né della delibera della nuova nomina.

Da qui un rincorrersi di voci che, ovviamente, non trovano riscontro tra i corridoi di Santa Lucia, sicché tutto è possibile, ma anche il suo contrario.

E, però, almeno su quest’ultimo aspetto, Notix.it è riuscito a far luce su un’ombra che avvolge questa brutta storia. Della nuova delibera non può esserci traccia perché, soltanto dopo – evidentemente – ci si è resi conto che il dirigente Limone non può essere nominato per motivi di incompatibilità. Insomma, contro la sua nomina ci sarebbe un conflitto di interesse grande quanto una bufala, anzi, una mandria di bufale.

Qualche giorno prima del cambio di dirigente alla guida della seconda, per importanza e complessità, Asl della Regione, infatti, tra quest’ultima azienda sanitaria e l’Istituto zooprofilattico – entrambi a questo punto diretti da Antonio Limone, posto che la nomina alla poltrona più alta dell’ufficio al secondo piano di Via Unità Italiana a Caserta sia stata formalizzata dalla giunta – è stato sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a disciplinare una collaborazione tecnico-scientifica nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria delle malattie infettive.

Protocollo che è stato sottoscritto dal direttore generale uscente dell’Asl, Amedeo Blasotti e da quello entrante, ma presidente dell’IZSM, Antonio Limone.

Ovviamente, il pasticcio è saltato fuori e, dunque, si sta cercando di correre ai ripari. Magari – secondo le voci che siamo riusciti a raccogliere e che sarebbero state espresse a voce molto alta da alcuni fidatissimi di De Luca – con il defenestramento di entrambi, Ferrante e Limone, dalla direzione generale prima ancora di aver preso possesso dell’ufficio. Ed è per questo motivo che forse lunedì prossimo è stata convocata d’urgenza una riunione della giunta regionale, nella speranza appunto che i burocrati riescano a metterci una pezza. Una grande pezza, considerato intanto il buco nero che inghiotte l’intera vicenda.

Nelle foto: il presidente Vincenzo De Luca e i manager Mario Ferrante e Antonio Limone