NAPOLI – Avrà poca o nessuna esperienza amministrativa, ma quanto a fiuto politico, Roberto Fico non ha nulla da imparare. Per mesi ha incassato in silenzio gli strali dello sceriffo di Salerno: contumelie, offese, provocazioni. Ha ostentato una pazienza da Giobbe, ha simulato e dissimulato con finezza gesuitica, aspettando il momento giusto per tirare fuori dal cilindro il coniglio che ha spiazzato tutti.
Con una dichiarazione netta e inequivocabile — “Gli indagati non saranno candidati” — Fico ha fatto saltare gli equilibri consolidati della politica campana. Una frase semplice, ma devastante. Un principio che, se applicato con coerenza, agisce come una bomba a orologeria sulle liste elettorali.
Con un solo colpo, Fico fa piazza pulita di un campionario politico logoro e discusso: Zannini, Sommese, Cascone, Bosco, Mocerino, e persino De Luca padre (condannato dalla Corte dei conti per via delle tessere covid). Sono solo i nomi noti, quelli emersi dalle cronache giudiziarie. Ma la lista è certamente più lunga. Il messaggio è chiaro: nessuno è intoccabile, nessuno è al di sopra della credibilità politica.
Il programma di Roberto Fico ha dato respiro al progetto del campo largo, ma è Fico a imprimere la svolta etica. In un contesto dove il Partito Democratico e la sinistra non possono più vantare una superiorità morale rispetto agli altri partiti, questa presa di posizione è una rottura netta. Non è solo tattica: è una dichiarazione di intenti.
Come da copione, Vincenzo De Luca ha provato a buttare tutti a mare per salvare il figlio. Ma stavolta la corrente è cambiata. Secondo indiscrezioni, il figlio potrebbe essere commissariato entro sei mesi. Il tentativo di blindare la successione familiare si infrange contro una nuova ondata di rigore. E i giudizi sprezzanti del governatore uscente si rivelano un boomerang.
La mossa di Fico non è solo una scelta tattica: è un segnale di cambiamento. In una regione dove la politica è stata troppo spesso ostaggio di logiche clientelari e poteri personali, l’esclusione degli indagati dalle liste rappresenta una svolta. Resta da vedere se il campo largo saprà reggere l’urto di questa rivoluzione interna. Ma una cosa è certa: il vento è cambiato. (aa)
In foto: Roberto Fico, Vincenzo De Luca, Giovanni Zannini, Pasquale Sommese, Luca Cascone, Luigi Bosco e Carmine Nocerino




