CASERTA – (aa) Può succedere, è già successo, è riaccaduto. In ogni caso, in un Paese che si dice democratico è inaccettabile che nel conteggio delle schede elettorali si registrino anomalie gravi come sei schede in più o in meno.
In un’elezione provinciale, dove ogni voto pesa come un macigno, questa discrepanza non è un dettaglio: è un campanello d’allarme. Le cosiddette “schede ballerine” possono essere un’anomalia tecnica, ma anche un sintomo di qualcosa di più profondo: la fragilità del sistema di controllo democratico.
Com’è possibile che in un Paese con una lunga tradizione elettorale, nel 2025, si possa ancora parlare di schede mancanti o in eccesso senza che si apra immediatamente un’indagine parlamentare? Dove sono le interrogazioni? Dove sono le prese di posizione nette?
Il Partito Democratico, forza di opposizione, tace. Fratelli d’Italia, con esponenti come Gimmi Cangiano, è al centro di dinamiche locali che sollevano più di un interrogativo. La Lega, che pure ha voce in capitolo al Viminale, non chiede chiarimenti al ministro Piantedosi, il cui nome circola – ad ogni pie’ sospinto – anche come possibile candidato in Campania.
Il rischio è che l’errore tecnico diventi alibi politico. Che l’irregolarità venga normalizzata. Che il cittadino perda fiducia non solo nel voto, ma nel valore stesso della partecipazione.
In un contesto dove la trasparenza dovrebbe essere la prima garanzia, l’assenza di reazioni forti da parte dei partiti è inquietante. Perché il problema non è solo contare sei schede in più o in meno. Il problema è che nessuno sembra volerle contare davvero.
E questo aspetto è ancora più grave. Nel Palazzo della Provincia si dice sia a lavoro una task force con presenze istituzionali per chiudere il caso mandando tutto in cavalleria, “tanto il risultato non cambia”.
A Chieti, per una sola scheda, le elezioni sono state ripetute. Qui, invece, continua a farsi melina, nel silenzio assordante di chi può e ha il dovere istituzionale di agire.
(Nelle foto: Giovanni Zannini, Giorgia Meloni, Elly Schlein, Matteo Piantedosi, Gianpiero Zinzi, Gimmi Cangiano e Anacleto Colombiano)