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EDITORIALE / Le truppe virtuali di Vannacci affondano nel mare calabro. Il centrodestra vince

La suppletiva di Reggio Calabria premia il centrodestra e ridimensiona le ambizioni del generale

Antonio Arricale – Il dato elettorale non ammette dubbi: la suppletiva di Reggio Calabria premia il centrodestra con l’elezione di Fabio Roscioli e ridimensiona le ambizioni di Roberto Vannacci. L’astensione consegna a tutti i partiti una domanda persino più scomoda, ma la questione non nasce oggi e, con ogni probabilità, non troverà risposta domani. Procediamo con ordine.

Il commento più tagliente lo ha dato Roberto Occhiuto. Vannacci, ha detto il governatore, cercava in Calabria la sua Sassonia e ha trovato «sassate elettorali». La battuta coglie il punto politico: il generale aveva scelto Reggio per misurare la forza del suo nuovo partito. Il candidato di Futuro Nazionale si è fermato al 10,94%, mentre il centrodestra ha conservato il seggio con il 51,02%.

Ottomila voti non si cancellano con una battuta. Ma non annunciano neppure l’avanzata capace di terremotare la maggioranza che qualcuno temeva. Domenico Giannetta, ex esponente di Forza Italia, ha un seguito personale e conosce il territorio. Quanto del risultato sia suo e quanto sia di Vannacci non si può stabilire con una sottrazione aritmetica. Di certo, l’«effetto generale» non ha travolto Reggio.

Dal voto si possono trarre almeno tre lezioni. La prima: la protesta, da sola, non diventa un progetto di governo. Le parole d’ordine radicali attirano attenzione; ottenere la fiducia degli elettori è un altro mestiere.

La seconda: riempire una piazza, anche di giovani, e occupare i social non significa riempire le urne. Vannacci prometteva di riportare al voto chi non si riconosce nei partiti. L’affluenza si è fermata al 22,34%.

La terza riguarda il radicamento. La notorietà aiuta, ma sul territorio pesano i candidati, i rapporti costruiti nel tempo e la capacità di parlare dei problemi di chi vive lì. Il centrodestra, a Reggio, ha dimostrato di avere ancora questa forza. Una suppletiva, però, non è l’anticipazione delle elezioni politiche: il segnale c’è, la sentenza nazionale no.

Resta il dato che dovrebbe guastare la festa anche ai vincitori. Quasi quattro elettori su cinque sono rimasti a casa. Vannacci non li ha riportati alle urne; gli altri partiti non li hanno convinti a tornarci. In conclusione: il centrodestra ha vinto il seggio. La distanza tra politica e cittadini è rimasta intatta.

Nelle foto (Imagoeconomica), da sinistra: Fabio Roscioli, Roberto Occhiuto e Roberto Vannacci 

Notix

REDAZIONE NOTIX

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