Editoriale / Fine corsa per Vincenzo De Luca: i sondaggi lo danno a non più del 12%. Il centro sinistra vince anche senza di lui. La Schlein presto lo scarica

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di Antonio Arricale – Fine corsa per Vincenzo De Luca. La zizzinella è finita. Il gioco è stato bello finché è durato. Ma ora i sondaggi – quelli più riservati e che Notix.it ha potuto consultare – parlano chiaro. Anzi, non sono più nemmeno tenuti tanto segreti.

Dunque: Vincenzo De Luca oggi vale tra il 9 e il 12%. Non di più. Un crollo verticale, un declino che non potrà più mascherare né con le dirette Facebook e nemmeno con le battute da cabaret.

Il centrodestra vola al 35%, comunque insufficiente per arrivare al traguardo. Insomma, il centrosinistra vince anche da solo, senza De Luca. La Schlein, segretaria dei Dem gongola. E con lei il sindaco Manfredi, che a stento ormai dissimula bon ton nei suoi confronti. De Luca è già stato messo nel radar, a giorni si prevede lo scarico definitivo.

Certo, De Luca si agita sui social come un influencer in crisi d’identità, ma i sondaggi suggeriscono che i follower lo seguono, ma non lo votano. O meglio, non esistono. Il trucco c’è, ma lo vedono solo gli addetti ai lavori: account gonfiati, interazioni pilotate, e una narrazione che non regge più. La realtà è un’altra, e i cittadini lo sanno, lo hanno capito. Questo dice il sondaggio. Che resta pur sempre un sondaggio, ovviamente, dunque da prendere con le molle, anche se la linea di fondo la dice lunga. E per altro, è da tempo sotto gli occhi di tutti.

De Luca cade sul terreno che sembra a lui più congeniale: la sanità.

La sanità campana, anzi, è il simbolo del suo fallimento. Liste d’attesa infinite, ospedali al collasso, personale allo stremo. I dati ufficiali lo inchiodano, e non basta più attaccare giornalisti, oppositori e chiunque osi criticare. La sua tecnica è sempre la stessa: alzare la voce per coprire il vuoto. Ma ormai non incanta più nessuno.

Va da sé: De Luca non vuole lasciare il potere, al pari degli ubriachi che non mollano la bottiglia. Non può. Perché appena il giorno dopo non ci saranno più auto blu, lecchini, né il teatrino quotidiano che lo fa sentire sovrano.

Ripeto: i sondaggi più riservati lo condannano. E soprattutto dicono che non potrà prendere mai sette consiglieri, con le sue liste civiche. Insomma, non sarà mai presidente ombra. È finita.

E il figlio? Poco importa: segretario regionale o rionale, la differenza è poca. Di questo passo, nel 2027 non sarà neanche candidato. Come dire: il brand De Luca è in liquidazione, e nessuno sembra – a questo punto – più interessato a rilevarlo. Tra sei mesi, non lo saluterà più nessuno.

La Campania ha bisogno di una nuova guida, non di un comico in declino. Perché, alla fine, così sarà ricordato: come un personaggio di Crozza qualsiasi.

Nelle foto: Elly Schlein, Vincenzo De Luca e Giuseppe Conte