MADDALONI–“La pace sia con voi non è solo un saluto, è un programma spirituale, una visione per la Chiesa e per l’umanità intera”. Con queste parole don Eduardo Scognamiglio, parroco della Chiesa San Pietro Apostolo in Maddaloni, ha commentato l’elezione di Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica.Teologo e filosofo, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e direttore dell’Istituto di Cristologia, don Eduardo è anche delegato del vescovo di Caserta per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
Profondo conoscitore delle religioni e costruttore di ponti tra fedi, popoli e culture, ha letto nelle prime parole del nuovo Papa una svolta spirituale di grande forza: «La pace che Leone XIV annuncia non è solo assenza di guerra, ma frutto della giustizia. È un dono messianico che abbraccia l’Ucraina, Gaza, la Palestina, ma anche tutte le periferie umane dimenticate».Molto amato dalla comunità maddalonese, padre Eduardo è conosciuto anche per la sua intensa opera pastorale e culturale sul territorio: da decenni, insieme al suo storico collaboratore Gennaro Cassaro, organizza la Processione del Venerdì Santo, un evento di forte impatto spirituale e culturale che richiama ogni anno migliaia di fedeli da tutta la provincia e oltre. Una manifestazione che unisce fede popolare, arte sacra e profondo raccoglimento.Il parroco ha sottolineato la forte valenza simbolica del linguaggio scelto dal Pontefice: “Quel ‘la pace sia con voi’ è il saluto del Cristo Risorto. Con la sua voce pacata e il volto segnato da emozione autentica, Leone XIV ha parlato al cuore di un’umanità disorientata”.Al centro della sua riflessione, don Eduardo pone anche il tema del dialogo, che definisce «la vera sfida della Chiesa contemporanea». Non a caso, aggiunge, «il Papa, pur provenendo da una spiritualità agostiniana centrata sull’interiorità, ha mostrato fin da subito un’apertura profonda al mondo e alle sue ferite».Infine, un richiamo che è insieme invito e speranza:«Il cristianesimo non è una fortezza da difendere, ma una casa con le porte spalancate. Se vogliamo davvero essere testimoni del Vangelo, dobbiamo ricominciare da qui: dal coraggio dell’incontro, dalla tenerezza della parola, dalla forza della pace».
Carlo Pace