SAN FELICE A CANCELLO – (aa) – Don Ciccio Perrotta, prete, giornalista pubblicista e studioso finissimo di storia locale, ingiustamente definita minore, è tornato alla casa del Pdre.
Con lui se ne va non solo un sacertote mite e sempre disponibile all’ascolto e, perciò, apprezzato dalla popolazione e dalle autorità ecclesiastiche, una figura sicuramente carismatica, ma anche e soprattutto un pezzo di storia della Valle Caudina, quella compresa nel triangolo di terra tra Cervino, San Felice a Cancello, San Maria a Vico e Arienzo. Insomma, di quella parte di Terra di Lavoro che proprio grazie ai suoi studi e sul suo impulso pubblicistico cominciò a denominarsi – dalla fine degli anni Ottanta in poi – Valle di Suessola. Con riferimento, dunque, non più a quella parte di territorio posta al di qua delle Forche Caudine (la beneventana Forchia) e da cui aveva da sempre attinto la denominazione d’origine, ma all’altra città storica: la Suessula – appunto – di origine osca, ubicata in località Calabricito nella parte nord-orientale del comune di Acerra, ai confini con Maddaloni e San Felice a Cancello. Città storica – questo il senso dei suoi studi – che con la citata porzione di terreno casertano aveva avuto sicuramente contiguità religiosa maggiore e scambio di usi, costumi e traffici economici.
Ad Arienzo, peraltro, vertice estremo del citato triangolo territoriale Casertano, Don Ciccio, alla guida dell’Arcipretura, aveva quasi esclusivamente esercitato il suo ministero sacerdotale.
Dunque, l’arciprete Don Ciccio – al secolo Francesco Maria Perrotta – ci lascia alla veneranda età di 94 anni compiuti, essendo nato il 30 novembre 1930, primogenito dei cinque figli di Andrea e di Piscitelli Maria Giovanna.
Ordinato sacerdote il 31 maggio 1953 a S. Marco Evangelista, sua parrocchia di origine – ad un tiro di schioppo, peraltro, della frazione di San Felice a Cancello dove fino alla fine ha abitato e che prende il nome dal cognome del suo ceppo familiare (i Perrotta) – fu subito destinato ad Acerra. Quindi, dal 26 gennaio 1967, assegnato alla parrocchia e Arcipretura di S. Andrea Apostolo in Arienzo.
Don Ciccio, per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, non fu soltanto pastore saggio ed illuminato: fu maestro, educatore, storico, scrittore, giornalista e, anche, appassionato paladino dei diritti civili e infaticabile promotore di comitati per la tutela e la salvaguardia ambientale.
Nella foto, Don Ciccio Perrotta, ospite e relatore, qualche anno fa, ad una riunione del Rotary della Valle di Suessola