POMIGLIANO D’ARCO – Un centinaio di lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco sarà inviato nello stabilimento serbo di Kragujevac per affiancare i colleghi nella produzione del modello Grande Panda. Lo hanno reso noto Biagio Trapani e Aniello Guarino, rispettivamente segretario generale e segretario provinciale della Fim di Napoli, sottolineando il “giudizio negativo” a quello che ritengono un “errore industriale e strategico” da parte dell’azienda.
A pochi giorni dal preaccordo per la proroga di un anno dei contratti di solidarietà per i 3750 lavoratori del Vico, i due sindacalisti giudicano negativa la nuova comunicazione aziendale. “Non abbiamo nulla contro le opportunità di trasferte in questo delicato momento del settore – sottolineano gli esponenti della Fim – ma questa scelta perpetra un grave errore industriale e strategico che, come Fim napoletana, abbiamo già sottolineato quando fu scelto di produrre nel sito serbo il nuovo modello Fiat Grande Panda”. Trapani e Guarino, spiegano che in Serbia le professionalità nel settore automotive “sono ancora in fase di consolidamento e soprattutto sono difficili da individuare. Cercare di colmare il divario – aggiungono – chiedendo trasferte ai nostri lavoratori, è una scelta che mortifica le competenze italiane e svuota di significato il concetto stesso di investimento industriale responsabile”. I due sindacalisti, quindi, sottolineano che mentre si trasferiscono posti di lavoro in Serbia, “i lavoratori locali operano in regime di solidarietà solo pochi giorni a settimana: una scelta miope che tradisce la storia industriale di Pomigliano e nega il giusto riconoscimento a chi ha contribuito al successo della Fiat Panda”. Gli esponenti della Fim, infine, chiedono a Governo, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla Regione Campania e a tutte le istituzioni competenti “di intervenire con urgenza, assumendo una posizione chiara e decisa contro la delocalizzazione selvaggia, che rischia di svuotare il futuro dell’industria automobilistica italiana”.





