SANTA MARIA CAPUA VETERE – Un intervento alla spalla che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto restituirle la piena funzionalità dell’arto e che invece le avrebbe lasciato un danno permanente. È la vicenda di C.R., una donna di Santa Maria Capua Vetere assistita dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, al centro dell’inchiesta della Procura sammaritana che approda ora in aula: il sostituto procuratore Giacomo Urbano, chiuse le indagini preliminari, ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di due ortopedici in servizio presso la clinica Villa del Sole di Caserta. L’udienza predibattimentale è fissata per il 3 marzo prossimo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Sono imputati Giacomo Marotta, 57 anni, napoletano, difeso dall’avvocato Antonio Mirra e Carmine Angrisani, 65 anni, di Caserta, assistito dall’avvocato Domenico Malfini. L’ipotesi di reato è lesioni personali colpose. I fatti contestati dalla Procura risalgono al 25 luglio del 2022. I due ortopedici, che ebbero in cura la paziente presso la clinica Villa del Sole, la sottoposero a un intervento chirurgico di riduzione e osteosintesi con fili di Kirschner alla spalla sinistra. Una scelta operatoria che, per l’accusa, sarebbe stata viziata alla radice: i medici avrebbero considerato la sola lesione ossea, trascurando del tutto la componente capsulo-legamentosa della spalla. Un errore di inquadramento che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato la conseguenza della mancata effettuazione di esami strumentali — TAC e radiografie — definiti nel capo d’imputazione «essenziali per un corretto inquadramento chirurgico». Alla donna sarebbe stato causato un danno biologico permanente, con l’impossibilità di un totale recupero della spalla sinistra. Imprudenza, negligenza e imperizia sono contestati dal pm Urbano che ha portato i due professionisti davanti al giudice senza passare per l’udienza preliminare.