ROMA – Vannacci rischia di presentarsi già come un politico d’altri tempi. Vale a dire, passato. Chi si aspettava un terremoto nel centrodestra si ritrova, infatti, davanti a un’operazione di recupero dell’usato, nemmeno tanto sicuro. Più che volti nuovi, a bordo della scialuppa del generale stanno salendo parlamentari finiti ai margini e destinati, con ogni probabilità, a non trovare più spazio nelle liste tradizionali.
Fu la Lega di Salvini, in una fase di evidente difficoltà interna, a trasformare il parà nel proprio uomo immagine, mobilitando il partito per garantirgli un successo elettorale. Ma Vannacci, evidentemente, aveva già una strategia autonoma.
Il problema è che il risultato appare tutt’altro che innovativo. Se il cambiamento si traduce nell’imbarcare gli scaricati del centrodestra, allora il nuovo assomiglia terribilmente al vecchio. Chi vuole davvero aprire una stagione nuova difficilmente comincia, infatti, rimettendo in pista chi quella stagione l’ha già consumata.