La vicenda – comunque si concluda – non potrà essere archiviata come un errore tecnico. Il caso Ferrante non è una svista da ufficio stampa, ma il sintomo di un sistema che si regge su un equilibrio di potere talmente marcio da non tollerare neppure l’ombra di un manager non allineato.
La nomina annunciata e poi svanita nel nulla, la delibera fantasma, la retromarcia improvvisa: tutto sa di regia occulta, di manovra chirurgica per preservare interessi consolidati.
Il silenzio delle segreterie politiche è assordante. Non una parola, non un sussulto. Eppure, nei corridoi si bisbiglia, si finge stupore, si recita indignazione. Ma nessuno rompe il patto non scritto: sulla Sanità campana non si litiga, si spartisce. E se Ferrante rappresentava una minaccia a questo status quo, allora via Ferrante, senza troppi complimenti.
Che il centrodestra non abbia alzato un dito, nemmeno per fare opposizione di facciata, è rivelatore. O è complice, o è soddisfatto. Perché la Sanità, in Campania, non è più un servizio: è una rendita. E chi la gestisce, la difende con le unghie e con i silenzi. Il caso Ferrante, dunque, non è un incidente: è un messaggio. Chi non si piega, viene piegato.
E mentre i cittadini bocciano la Sanità regionale nei sondaggi, mentre gli ospedali arrancano e i distretti si svuotano, la politica si trastulla con giochi di potere e nomine pilotate. Il governatore De Luca, ormai fuori dai giochi elettorali, tenta di blindare l’ultimo fortino. E si capisce. Lo scandalo non è questo, non solo, almeno.
È il silenzio dell’opposizione il vero scandalo: perché se tutti tacciono, allora vuol dire che tutti hanno qualcosa da perdere.
Caserta non è solo una provincia. È il laboratorio di una degenerazione istituzionale che ha trasformato la Sanità in un bancomat elettorale. E Ferrante, con la sua nomina-lampo e la sua estromissione fulminea, è solo l’ultima vittima di un sistema che non ammette deviazioni. (aa)
Nelle foto: Gianpiero Zinzi, Fulvio Martusciello, Gimmi Cangiano, Alfonso Piscitelli, Edmondo Cirielli, Vincenzo De Luca, Mario Ferrante.