CASERTA – Udienza pubblica, stamattina al Tar del Lazio, sul ricorso promosso dall’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, avverso il decreto di scioglimento del consiglio comunale. Per la sentenza e le motivazioni si dovrà attendere ancora qualche giorno.
La giustizia amministrativa si era già pronunciata, rigettandola, sull’istanza di sospensiva del decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche del consiglio comunale di Caserta, accogliendo però le osservazioni degli avvocati di Marino, Aristide Police e Lorenzo Lentini, sulle lacune relative alla documentazione presentata e chiedendo, dunque, l’integrazione di tutti gli atti posti a fondamento dello scioglimento, senza alcun omissis.
Marino, che subito dopo lo scioglimento aveva parlato di decisione “abnorme lesiva dell’immagine di Caserta”, aveva presentato ricorso contro il Ministero dell’Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Prefettura di Caserta.
I giudici amministrativi capitolini, a luglio 2025, rigettando la richiesta di sospensiva immediata del decreto presidenziale, avevano fissato per oggi la data per l’udienza di trattazione, disponendo, quindi, come richiesto dalla parte ricorrente, un’istruttoria completa e la trasparenza assoluta degli atti. Atti tra i quali ci sarebbero anche i fascicoli della Dda relativi proprio alle infiltrazioni camorristiche nella casa comunale. Report scottanti sui quali è stato chiesto a tutti i presenti il massimo riserbo.
Contro il ricorso proposto dal sindaco, l’ex consigliere comunale della Lega Donato Aspromonte, rappresentato dall’avvocato Luigi Adinolfi, aveva poi promosso un intervento ad opponendum. Aspromonte, attraverso il suo legale, era stato l’unico esponente della minoranza consiliare ad opporsi all’istanza di Marino e della sua maggioranza. Suo interesse, infatti, quale consigliere di opposizione e cittadino casertano, che il provvedimento presidenziale (ovvero il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Caserta firmato da Sergio Mattarella, ndr) sia confermato in sede giudiziale “in quanto giusto ed immune dai vizi sollevati da controparte al fine del ripristino, tramite una nuova tornata elettorale, di una corretta gestione della macchina comunale scevra da condizionamenti esterni”.