CASERTA – Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva, avanzata dall’ex sindaco Carlo Marino contro il provvedimento della Prefettura di Caserta – e i successivi atti del Consiglio dei ministri – che lo scorso aprile ha decretato lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Caserta per infiltrazioni camorristiche.
Ciò che l’ex primo cittadino aveva definito “un atto abnorme, contro la città”, per la giustizia amministrativa sembrerebbe, invece, un provvedimento dovuto ed il 25 febbraio del 2026 si terrà la trattazione di merito del ricorso. In sintesi: Marino e l’intero consiglio comunale “restano a casa”.
Il ministero dell’Interno dovrà, però, depositare tutti gli atti che nell’aprile scorso hanno portato al decreto di scioglimento del consiglio comunale.
Ricordiamo che lo scioglimento del consiglio comunale di Caserta fu decretato dal prefetto Lucia Volpe nel giorno di Venerdì santo: un atto che ha sancito con disonore la fine dell’amministrazione di Carlo Marino, sciolta per camorra.
“Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha deliberato: lo scioglimento del Consiglio comunale di Caserta e l’affidamento della gestione del Comune, per diciotto mesi, ad una Commissione straordinaria; l’affidamento ad una commissione straordinaria, per la durata di diciotto mesi, della gestione del Comune di Casabona (Crotone)”, già sciolto “a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri; l’affidamento ad una commissione straordinaria, per la durata di diciotto mesi, della gestione del Comune di Badolato (Catanzaro)”, già sciolto “a seguito della riduzione dell’organo assembleare a meno della metà dei componenti in conseguenza delle dimissioni dei consiglieri”; “l’affidamento ad una commissione straordinaria, per la durata di diciotto mesi, della gestione del Comune di Aprilia (Latina)”, già sciolto “a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri”. Questo il comunicato allora diramato dal Cdm.
Ecco quanto ha voluto precisare il sindaco Carlo Marino, pochi minuti dopo la pubblicazione dell’ordinanza del Tar.
“Siamo noi che abbiamo rinunciato alla sospensiva e chiesto l’istruttoria e subito il merito (merito fissato per il 26 febbraio 2026, ndr). Ripeto: è passata la nostra richiesta di istruttoria e merito. Sottolineo che il giudice ordina al ministero di depositare la relazione senza gli omissis, che abbiamo chiesto da sessanta giorni e fissa subito il merito”.
Qui sotto il provvedimento adottato oggi dal Tar del Lazio.