CASERTA – E’ nella dettagliata relazione del prefetto Lucia Volpe al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che vengono elencate, analiticamente, le ragioni che hanno poi indotto il Governo a sciogliere l’amministrazione comunale di Caserta (Ieri la notifica del Dpr di Sergio Mattarella).
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Marino, nei mesi di giugno e ottobre 2024 è stata al centro di importanti inchieste giudiziarie “concernenti l’affidamento di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture nel cui contesto sono emersi elementi che denotano un verosimile condizionamento della gestione politico-amministrativa dell’ente da parte della criminalità organizzata, ovvero da parte di ambienti e centri di interesse a quest’ultima contigui”.
L’inchiesta del giugno scorso portò agli arresti domiciliari l’allora assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Marzo, i dirigenti comunali Franco Biondi e Giovanni Natale (cugino del sindaco Marino), il dipendente Giuseppe Porfidia e l’imprenditore Gioacchino Rivetti (poi rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame di Napoli). Indagato anche l’ex vice sindaco Emiliano Casale. Tutti loro sono coinvolti nell’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere su un giro di appalti pubblici dati in cambio di voti (comprati per 50 euro) e tangenti. A seguito di quegli arresti venne istituita la commissione d’inchiesta interna alo Comune di Caserta. Questo collegio ispettivo ha sottolineato la “reticenza nella collaborazione rispetto alle richieste di acquisizione di documenti, producendo sovente documentazione parziale e contenente, in alcuni casi, elementi erronei e fuorvianti”.
“Gli accertamenti svolti – prosegue la nota della Prefettura – hanno fatto emergere un allarmante modus operandi posto in essere dall’apparato burocratico dell’ente improntato ad una completa inosservanza delle normative di settore anche con riferimento alle disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità degli atti”.
Condizionamento del voto elettorale
“L’inchiesta del giugno 2024 – scrive la Prefettura – è scaturita da precedenti investigazioni instaurate dalla Dda e concernenti l’ipotesi del voto di scambio che vedeva coinvolti i candidati” Emiliano Casale e Massimiliano Marzo (i nomi li scriviamo noi perché nella relazione del prefetto sono indicati con gli omissis). “In occasione della campagna elettorale del 3 e 4 ottobre 2021 (che portò alla riconferma di Carlo Marino sindaco, ndr) sono emersi elementi indizianti in ordine al sostegno elettorale fornito ai candidati da parte di imprenditori e soggetti noti per i loro gravi precedenti di polizia e per l’appartenenza, alcuni di essi, ai locali clan camorristici”.
Rondinone per Casale e Capone per Marzo
Da una parte Antonio Rondinone e suo figlio Gennaro (quest’ultimo candidato nella lista di Azione a sostegno di Carlo Marino), in favore di Emiliano Casale, dall’altro Giovanni Capone e suo figlio Raffaele in favore di Massimiliano Marzo. Rondinone e Capone sono famiglie ritenute vicine al clan Belforte di Marcianise.
“Da alcune conversazioni intercettate viene in rilievo un incontro avvenuto tra lo stesso e il candidato (Rondinone Antonio ed Emiliano Casale, ndr)”. L’effettività dell’incontro è riscontrata dalla circostanza che l’utenza intercettata agganciava la cella in prossimità di via Falcone, dove insiste la piscina Palafrassati gestita proprio da Casale.
Se Rondinone parteggiava per Casale, Massimiliano Marzo contava, invece, sull’appoggio e sui voti di Giovanni Capone, altro elemento vicino ai Belforte. “I due hanno influenzato, per il loro spessore criminale, l’importante bacino di voti degli elettori residenti nelle palazzine popolari con la consapevolezza che questi ultimi avessero la necessità di ricevere aiuti, anche economici. La Dda ha derubricato la fattispecie di voto di scambio in corruzione elettorale“.
Nella relazione, la Prefettura sottolinea come i voti venissero comprati al prezzo di 50 euro l’uno e che tale ultima circostanza “sarebbe dovuta essere comprovata mediante foto whatsapp della scheda elettorale. Ad ogni buon contro – continua la nota – all’esito delle consultazioni Casale e Marzo ottennero 886 voti ciascuno (altra strana coincidenza, ndr)”.
Tra l’altro il comando provinciale dei carabinieri, nell’informativa inoltrata alla Dda, il 7 febbraio 2022, sempre in ordine al reato di voto di scambio, ha riportato alcune foto inerenti i festeggiamenti dei sostenitori di Carlo Marino. Nelle foto si evince la presenza, insieme al sindaco, di “taluni soggetti legati alla criminalità locale, tra cui anche Raffaele Capone”. (Nella foto l’ex vice sindaco Emiliano Casale e l’ex assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Marzo)