CASERTA – Nella dettagliata relazione del prefetto di Caserta Lucia Volpe, poi inoltrata al ministro degli Interni Matteo Piantedosi che ha chiesto e ottenuto dal Governo lo scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da Carlo Marino, un capitolo è interamente dedicato all’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti.
“In vista della scadenza del contratto concernente il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani – scrive il prefetto – con delibera del luglio 2017 si forniva indirizzo al responsabile del settore Ambiente ed Ecologia per la predisposizione del nuovo appalto… La procedura di gara è stata oggetto di indagini penali condotte dal comando carabinieri, coordinate dalla Dda di Napoli. Nel dicembre del 2021 venne arrestato l’imprenditore e l’ex dirigente per i reati relativi alla turbata libertà degli incanti. Nel dicembre del 2023 il gup del tribunale di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio ed attualmente il procedimento penale è in fase dibattimentale. La commissione d’accesso – prosegue il prefetto Volpe nella sua relazione – ha tratteggiato un quadro che denota uno scenario allarmante, in cui sono gli stessi apparati amministrativi a precostituire condizioni di gravi illegalità. I riscontri investigativi evidenziano un sistema permeabile ai fini dell’eventuale infiltrazione di soggetti portatori di interessi camorristici. Tale modus operandi consolidato si è tradotto in un’ingerenza concreta nell’attività gestione degli enti afferente al ciclo dei rifiuti, ciò tramite la predisposizione di bandi di gara illecitamente preconfezionati. Prima di essere pubblicati, tali bandi sarebbero stati fatti recapitare nelle mani dei determinati soggetti al fine di assicurarsi l’aggiudicazione dell’appalto. Il bando di gara fu, al fine, cucito sulle capacità tecniche della rti costituita per la partecipazione alla procedura pubblica indetta dal Comune di Caserta”.
“Appare dunque evidente – sintetizza la Prefettura – come il contesto emergente dai suddetti elementi (noi ne abbiamo elencato solo alcuni, ndr) sottenda la prossimità dell’imprenditore e dei citati funzionari comunali con ambienti attigui alla criminalità organizzata, in un rapporto che è stato assicurato soprattutto grazie al ruolo di soggetti che, indirettamente, hanno strumentalizzato l’attività di gestione dell’ente al solo fine di favorire gli interessi dei sodalizi criminali, in una rete di connivenze che ha finito per condizionare l’azione politico-amministrativa dell’ente. Per completezza d’informazione, si rappresenta che la gara in questione è stata revocata, in autotutela, con determina del giugno 2022, intervenuta solo successivamente alla celebrazione dell’udienza preliminare relativa al processo che ha interessato proprio questa procedura di gara”.