Postazioni scavi Pompei chiuse, protesta delle guide: presidio venerdì e ricorso al Tar

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POMPEI – Le guide turistiche di Pompei sono sul piede di guerra dopo la decisione del direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, che dopo quindici anni ha stabilito la chiusura della postazione riservata all’interno degli scavi.

Il ricorso al Tar e un presidio all’esterno degli scavi programmato per venerdì prossimo, a partire dalle 11, sono la doppia azione messa in campo dalle guide turistiche operanti in Campania per rispondere alla decisione giunta, come spiegano i diretti interessati, in maniera ritenuta quantomeno discutibile nella forma e nei tempi. La comunicazione, partita dalla direzione del sito con una nota interna al concessionario “Opera Laboratori Fiorentini” che si occupava della supervisione del servizio di visite guidate, è infatti arrivata ai diretti interessati solo verbalmente e nel giorno dell’antivigilia di Natale. Un incontro richiesto con urgenza dai rappresentanti e ottenuto il 30 dicembre con un funzionario del Parco e un referente dell’ufficio legale, ha portato ad una proroga fino al 6 gennaio, ultimo giorno di apertura ufficiale della postazione. “Tali scelte – afferma il segretario Filcams Cgil Napoli, Francesco Di Rienzo, nella nota inviata al direttore Zuchtriegel – incidono negativamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive occupazionali e sulla qualità del servizio offerto da parte della categoria delle guide turistiche, abilitate a livello nazionale sulla base di una normativa statale, oltre a compromettere un virtuoso rapporto costruito nel corso di quindici anni di proficua collaborazione”.

“Le decisioni ricadono inevitabilmente sul nostro lavoro – dice la presidente dell’associazione Guide turistiche Campania, Susy Martire. Solo qualche giorno fa, in biglietteria siamo venuti a conoscenza del ripristino del biglietto nominativo per noi guide (disposizione precedentemente annullata in seguito a nostre richieste), con l’aggravante che si deve anche specificare ad ogni ingresso se si sta lavorando
o si è nel sito per formazione. Una procedura anomala, adottata solo a Pompei e in nessun altro museo. Ad oggi ignoriamo le motivazioni alla base di questo provvedimento, perché la direzione anche stavolta non l’ha comunicata”.

La Filcams Cgil Napoli e le sigle maggiormente rappresentative della categoria (AGTC, Uiltucs Campania, Federagit, Confesercenti Campania, AGTA, Confguide Campania, Confsal, CGIL, ANGT) contestano tutta la procedura e le modalità che hanno portato all’eliminazione della postazione, come si evidenzia anche nel ricorso al Tar formalizzato lo scorso 29 gennaio (e i cui contenuti saranno approfonditi nel corso del presidio in programma venerdì 13 febbraio a piazza Esedra, nella zona di porta marina inferiore, dalle ore 11 alle ore 13) oltre “all’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e degli stessi visitatori, a cui non si è pensato neanche per un attimo”.