CASERTA – Sono ormai anni, se non decenni, che Caserta, come tutto il Sud d’Italia e del mondo, soffre la siccità dovuta al cambiamento climatico. Un problema che attaglia i lavoratori della terra e non solo e di cui tutti, o quasi, hanno preso coscienza.
Appellarsi, dunque, alla mancanza di piogge per giustificare ciò che accade nella Reggia di Caserta davvero è inutile. Tiziana Maffei (nella foto), direttrice del monumento voluto dai Borbone, si arrampica sugli specchi, seppur bellissimi, del sito realizzato da Luigi Vanvitelli. Il parco reale è ridotto, come è ben visibile dalle foto, ad una desolata ed arsa prateria; un prato bruciato dal sole e la “Via dell’acqua” senz’acqua. Una cascata sulla quale nulla scorre e le vasche centrali che sembrano putride paludi verdi.

Sul gruppo facebook Reggiando, amministrato dallo storico e cultore della casertanità Nando Astarita, le immagini emblematiche scattate appena 4 giorni fa da Salvatore Natale. “Una vera Waterloo per l’esercito di consulenti esterni (per lo più accademici) , assoldati in questi anni dalla Reggia per curare al meglio il “Museo verde”. Infine, salvo errori, nei contratti di concessione per i prelievi idrici dal Carolimo, la Reggia credo abbia facoltà di ridurli o cessarli per dare precedenza alle eventuali maggiori esigenze del parco reale. Voglio sperare che non sia ignorata dalla direzione della Reggia, così come l’esistenza di ciò che resta dell’impianto di riciclo dell’acqua. Oggi domenica (15 giugno 2025, ndr), al Parco della Reggia sembrava “The Day After”, appena 4 turisti e una visione spettrale mi ha accolto. Prato bruciato dal sole e la “Via dell’acqua” senz’acqua” …”. E’ questo quanto scrive chi ha scattato le foto del prato della Reggia ed è evidente che un simile spettacolo induce i turisti che arrivano in Campania a preferire qualsiasi altro sito della Regione al nostro.
Acqua verde e prato ingiallito dal sole nonostante esista un impianto di riciclo, con relative vasche di accumulo dell’acqua, fatto realizzare nei pressi del Giardino Inglese da Gian Marco Jacobitti, sovrintendente ai tempi del G7, nell’ormai lontano 1994. Un impianto che ha funzionato per pochi anni e che certo, oggi è obsoleto.
Ma non si può restare in silenzio davanti al degrado e alla noncuranza di un’amministrazione inefficiente, davanti ad un’incuria che, quella sì, regna oggi sovrana.
Prato bruciato dal sole e la “Via dell’acqua” senz’acqua. A Caserta e alla Reggia, Tiziana Maffei non ha dato nulla in questi anni. “Adottata” da Caserta, ha sempre rifuggito qualsiasi rapporto con la città, con le sue istituzioni, con i dipendenti stessi di Palazzo Reale. Sindacati e personale sul piede di guerra da anni e questo la dice lunga sulla sua gestione.