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Campania, De Luca su AstraZeneca: “Devo sapere cosa fare con i richiami”

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Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del consueto aggiornamento alla cittadinanza ha affrontato nuovamente la questione del vaccino AstraZeneca sollecitando l’Aifa a pronunciarsi relativamente ai richiami.

Queste le sue parole: “Abbiamo visto emergere nelle ultime ore una contraddizione che stiamo vivendo nella gestione del piano covid. Siamo l’unico Paese al mondo nel quale la gestione del piano anti-covid non è affidata al Ministero della Salute ma a una struttura esterna, il commissariato”.

“Questo modello è contraddittorio ed è improduttivo perché nella gestione della battaglia contro il covid ci sono due aspetti: quello organizzativo e logistico della distribuzione dei vaccini, che non richiede premi Nobel, e la parte medico scientifica che deve garantire la certezza sanitaria”.

“Queste due funzioni in tutti i Paesi del mondo fanno capo al Ministero della Salute tranne che in Italia. Questo modello sta rivelando la propria contraddittorietà e inadeguatezza. Stiamo vivendo una vicenda sconcertante rispetto al vaccino AstraZeneca. Il Governo doveva garantire la produzione autonoma dei vaccini e un’informazione scientifica semplice, univoca e affidabile. Non ha fatto né l’una né l’atra cosa. Dal punto di vista della comunicazione siamo di fronte a un vero e proprio disastro”.

“Ripeto una cosa già detta. Chiariamo chi sta facendo cosa. Siamo un Paese strano, quando abbiamo raggiunto le 500 mila dosi giornaliere, il merito non è stato del commissario. Lui non c’entra niente. Lo sforzo è stato fatto totalmente dalle Regioni. A Roma fissano gli obiettivi ma quelli che fanno o meno sono le Regioni, le Asl, il personale medico”.

“Oggi noi dovremmo porre un quesito. Per quelli che sono sotto i 60 anni e che hanno fatto la prima dose di AstraZeneca che cosa dobbiamo fare? A chi la devo rivolgere questa domanda? A un generale o a un medico? Siamo in una situazione nella quale io non so a chi devo fare la domanda.

Questo che era il compito principale dello Stato italiano non è stato rispettato. Pensate che noi attendiamo il pronunciamento del Cts che non è competente per esprimersi sui vaccini. La competenza è dell’Aifa. Io dovrei sapere dall’Aifa che cosa dobbiamo fare con il vaccino AstraZeneca”.

“Ci stanno dicendo che si può somministrare sotto i 60, sotto i 50, adesso torniamo a somministrarlo sopra i 60. Lo avevamo già deciso autonomamente. Ma rimane un problema, i cittadini che hanno fatto la prima dose, per il richiamo che devono fare? E noi Regioni che dobbiamo fare? A questa domanda dovrebbe rispondere il Ministero e l’Aifa. Siamo ad oggi in una situazione di totale confusione”.

“Noi non somministreremo AstraZeneca sotto i 60 anni. Cercheremo di fare soltanto i richiami ma sopra i 60 anni, fascia per la quale non c’è stata nessuna emergenza. Per il resto aspettiamo che il Governo e Aifa (non dico il commissario che non ha nessuna competenza su questo piano) dica alle Regioni che cosa somministrare per i richiami. Speriamo di avere nelle prossime ore risposte chiare”.

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