Black out a Caserta ma l’Enel dice: “Forti ondate di calore”. Siamo il quarto mondo

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CASERTA – Il guasto elettrico verificatosi ieri a Caserta, non ha solo costretto la dirigente della Reggia borbonica a chiudere il sito patrimonio dell’Unesco, ma ha riguardato mezza città, con cittadini impossibilitati ad accendere anche un semplice ventilatore.

Dalle 17.45 alla mezzanotte di ieri, ad esempio, black out nel rione Acquaviva. Ma senza corrente sono rimasti anche i cittadini del centro e di altri quartieri di questa sciagurata città. I guasti, comunicavano ieri dall’Enel “sono stati causati dalle forti ondate di calore, ben oltre le medie stagionali, che da diversi giorni stanno colpendo l’intera regione, mettendo sotto stress la rete elettrica”.

E’ ingiustificabile ciò che accade. Ciascun nucleo familiare paga all’Enel bollette salatissime e, di contro, ci si sente rispondere che la forte ondata di calore ha causato il black out.

Non è la prima estate che si raggiungono siffatte temperature. Non è la prima volta che, già nei primi giorni di luglio, l’afa e l’umidità rendono l’aria bollente. Eppure, quando si devono pagare le bollette, “non ci sono santi”. O si mette mano alla tasca, oppure il gestore non eroga più il servizio.

Per simili disagi, come quelli vissuti ieri da migliaia di casertani, bisognerebbe chiedere i danni. Non è concepibile che la giustificazione sia sempre l’insolita ondata di calore. Queste “insolite” ondate di calore, da almeno un decennio, sono divenute una costante. Non sono affatto insolite e inaspettate. La fornitura di energia elettrica è un servizio essenziale.

Un servizio strapagato. Quindi basta scuse. Se fossimo un popolo cosciente dei propri diritti dovremmo smettere di pagare le bollette perché quello che offre l’Enel o chi per essa, è un disservizio.