NAPOLI – “Il caso dell’embrione presumibilmente scambiato all’ospedale San Paolo di Napoli si allarga. Dopo la denuncia della coppia che ha scoperto, a seguito del test del Dna, che la bambina nata nel giugno 2025 non sarebbe biologicamente loro figlia, altre coppie hanno chiesto informazioni sui propri embrioni crioconservati presso il centro di procreazione medicalmente assistita”.
Così, in una nota, Francesco Emilio Borrelli, parlamentare di Avs. “Sulla vicenda indagano i Nas coordinati dalla Procura di Napoli – ricorda il parlamentare campano – Secondo quanto riportato, sarebbero emerse carenze nei dati ed errori nelle trascrizioni, mentre l’avvocato Francesco Petruzzi (legale dei genitori che hanno fatto denuncia, ndr) ha riferito di ulteriori famiglie che chiedono di sapere con certezza dove siano i propri embrioni e quale sia la loro reale tracciabilità”. Salgono così a quattro le coppie che sollecitano informazioni all’ospedale.
“È una vicenda gravissima – sottolinea Borrelli – che non riguarda solo una famiglia ma la fiducia di tante coppie in un percorso delicatissimo come quello della procreazione medicalmente assistita. La magistratura accerterà responsabilità ed eventuali errori, ma intanto le famiglie coinvolte hanno diritto a risposte rapide, complete e trasparenti”.
“Nessuno può sentirsi ostaggio dell’incertezza quando si parla del proprio materiale biologico e dei propri figli”, dichiara il deputato insieme al consigliere regionale di Avs Carlo Ceparano. I due chiedono di fare “piena chiarezza sulla tracciabilità degli embrioni, sulle procedure adottate e sui controlli effettuati. In un settore in cui un errore può cambiare per sempre la vita di più famiglie, non bastano verifiche interne e risposte frammentarie. Servono controlli rigorosi, trasparenti e accessibili, perché ogni coppia deve potersi affidare a queste strutture senza paura”.
(Foto Imagoeconomica)