Bilancio 2025: in aumento il sequestro di armi in mano ai giovani e lotta al predominio dei clan

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NAPOLI – E’ inquietante l’elevato numero di armi sequestrate nel territorio napoletano. Nel 2025 (i dati sono aggiornati al 1 dicembre) sono state sequestrate 189 armi da fuoco, 141 armi da taglio e 374 armi improprie, tra cui nunchaku, mazze e tirapugni.

Un numero che preoccupa, soprattutto perché la maggior parte finiscono in mano ai giovani: le armi da taglio provengono in larga parte dai servizi di controllo anti-movida svolti nei fine settimana tra Napoli e provincia e, in numerosi casi, sono state trovate in possesso proprio ai giovanissimi. “Il sequestro di armi di ogni tipo resta un fronte su cui è necessario rafforzare l’impegno – ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli Biagio Storniolo -. È significativo il numero di giovani che girano armati, per motivazioni difficilmente comprensibili. Molto è stato fatto in sinergia con la Prefettura e con le altre forze di polizia, attraverso controlli nelle scuole e nelle piazze, ma è su questa linea che bisogna continuare”.

Un capitolo centrale dell’attività dei Carabinieri nel 2025 è stato il contrasto alla criminalità organizzata. “La lotta alle mafie non si misura solo nei grandi numeri, ma in indagini lunghe e complesse che richiedono metodo, tempo e una profonda conoscenza del territorio” ha aggiunto Storniolo. Nel corso dell’anno l’Arma ha condotto numerose operazioni di rilievo contro i principali clan attivi nel capoluogo e nella città metropolitana. Tra queste, il 2 dicembre l’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 persone ritenute appartenenti al clan Licciardi, storico sodalizio dell’Alleanza di Secondigliano, con accuse che vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni. Il 17 novembre un’altra vasta operazione ha portato all’adozione di misure cautelari nei confronti di 44 presunti affiliati al clan Russo, attivo tra Nola e l’area nolana, con indagini che hanno fatto emergere estorsioni, controllo del settore immobiliare, giochi e scommesse illecite e presunti condizionamenti elettorali. Nel corso dell’anno sono stati inoltre colpiti clan attivi a San Giovanni a Teduccio, Caivano e Ponticelli.