Beniamino Schiavone, ex presidente Confindustria e amministratore della clinica Padre Pio di Mondragone: “Zannini non è amico mio, con lui solo rapporti istituzionali”

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Il dott. Beniamino Schiavone – ex presidente di Confindustria Caserta e vice presidente e amministratore delegato della holding di famiglia La Nuova Domiziana spa che gestisce Pineta Grande Hospital ed una serie di strutture sanitarie collegate – ci fa scrivere per ribadire che lui con Giovanni Zannini, il consigliere regionale che la Procura di Santa Maria Capua Vetere vuole arrestare, non ha mai avuto nulla a che fare.

Gentile Direttore di Notix,
nell’articolo “Vicenda Zannini: il silenzio dei (falsi) amici che pesa più delle parole”, è presente una foto e una menzione dell’ex presidente di Confindustria, il dott. Beniamino Schiavone, descritto come “suo amico” del soggetto trattato nell’editoriale.
Desidero segnalare espressamente che il dott. Schiavone non è mai stato in alcun modo legato, né personalmente né professionalmente, alla vicenda in oggetto. Gli eventuali saluti intercorsi in contesti pubblici erano dettati unicamente da educazione e correttezza istituzionale, e non sono in alcun modo riconducibili a rapporti di amicizia, frequentazione o collaborazione. La presenza dell’immagine e del riferimento al suo nome sono pertanto infondate e – in questo caso – lesive della sua reputazione personale e professionale.
Con la presente, vi chiedo di provvedere immediatamente alla rimozione:
della foto del dott. Beniamino Schiavone all’interno dell’articolo;
di ogni riferimento testuale che faccia apparire un legame tra il dott. Beniamino Schiavone e la vicenda narrata nel pezzo.
Cordiali saluti.
Laura Ambrosone, Head of Mktg & Comms Pineta Mare Hospital

Risponde il direttore.
Prendiamo atto che il dott. Schiavone non è amico di Giovanni Zannini, il quale – a questo punto – se ne dovrà fare una ragione. La sostanza non cambia di molto rispetto a quanto da noi scritto.
Tra i due – suppongo, a questo punto – c’è stato soltanto un rapporto di interlocuzione istituzionale o, al più, professionale, che immagino necessariamente non sporadico.

Noto, infatti, che tra i capi di accusa del consigliere regionale di Mondragone il capitolo Sanità non è secondario. Insomma, della materia se n’è occupato, e tanto, politicamente. Di contro, il dott. Beniamino – è bene sottolinearlo – di sicuro non è un semplice manager, ma un dirigente con responsabilità dirette nella gestione delle strutture sanitarie riconducibili alla famiglia Schiavone. Tra le quali – giusto per ricordare – c’è il centro assistenziale Padre Pio di Mondragone (il comune di Zannini) chiuso nel 2022 per poi diventare una Suap (Speciale unità di accoglienza permanente).

Ecco, una domanda – a questo punto – ci sorge spontanea: sulla riapertura e trasformazione di questa struttura e l’aumento dei posti letto non si è mai rivolto a Zannini? Fosse anche soltanto per rimuovere ostacoli burocratici? Ovviamente, la risposta noi già la conosciamo: dalla lettura dei giornali del tempo e dalle dichiarazioni dello stesso Zannini, che – all’epoca – al dott. Schiavone non sembrano aver mai disturbato.

Certo, l’occasione si presterebbe a dare la stura ad una riflessione sul processo di “privatizzazione” che la Giunta De Luca – con Zannini proconsole territoriale in provincia di Caserta – ha imposto alla Sanità pubblica in Campania; o sui processi di concentrazione o intrecci societari delle strutture sanitarie convenzionate con la Regione, ma apriremmo un altro capitolo. Tutto da scrivere. E non è detto che non lo facciamo. Magari con un’inchiesta nazionale. (aa)

Nelle foto Beniamino Schiavone (a sinistra) e Giovanni Zannini (a destra). Sullo sfondo la clinica San Pio