Bankitalia: Italiani schiacciati dal debito pubblico. Nuovo record a 3.063,5 miliardi. Il governo spreca risorse

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ROMA – Schiacciati dal debito pubblico. Ad aprile segnato un nuovo record: + 30,1 miliardi. Lo certifica, al solito, la Banca d’Italia, che ci ricorda anche che complessivamente il debito italiano è arrivato alla cifra monstre di 3.063,5miliardi. Una montagna di debiti che, peraltro, difficilmente si concilia con tutti i proclami che – giorno dopo giorno – vengono propinati dal governo all’opinione pubblica. E, soprattutto, mal si conciliano con gli sforzi degli italiani, chiamati giornalmente a fronteggiarlo con tasse ed imposte.

Anzi, da questo punto di vista, è il caso di sottolineare – i dati sono sempre di Bankitalia – che sempre ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 41,9 miliardi, in aumento del 3,2 per cento (1,3 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. E, ad essere più precisi, nei primi quattro mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 170,0 miliardi, in aumento del 3,9 per cento (6,5 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In ogni caso, detta così, la notizia potrebbe ancora non rendere bene l’idea di quanto sprechino i nostri governanti. Scrive, infatti, la nostra banca centrale: l’aumento del debito è sostanzialmente imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (29,9 miliardi). Infatti, il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti pressoché invariati. E, dunque, anche l’erogazione dei servizi, non sempre all’altezza, come pure i cittadini sanno.

E che a dispetto della narrazione ufficiale la situazione sia tutt’altro che rose e fiori, lo si rileva anche da un altro elemento: sale, infatti, la quota del debito pubblico in mano a stranieri, mentre diminuisce la quota in mano alle famiglie italiane. A marzo, infatti, a favore dei finanziatori esteri la quota è salita dal 31,9 al 32,4% del totale. Contestualmente, quella detenuta da famiglie e imprese non finanziarie residenti è diminuita al 14,3 per cento (dal 14,4 per cento). Così come è calata la quota del debito detenuto da Banca d’Italia che, ad aprile, è scesa al 20,2 per cento (dal 20,5 del mese precedente).

In foto da sinistra: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajiani