Appalto rifiuti a Mondragone, l’uomo di Capaldo contattò Zannini per avere notizie della gara

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CASERTA – Sarebbe riconducibile a Filippo Capaldo, nipote di Michele Zagaria, l’azienda di rifiuti solidi urbani Isvec, che ha svolto il servizio di igiene in diversi comuni campani, in particolare del Casertano, come il capoluogo Caserta, San Marcellino, Santa Maria a Vico, Trentola Ducenta, Casal di Principe, Casapesenna e Mondragone.

Il titolare dell’azienda, l’imprenditore di Ischia Ivano Balestriere, è finito agli arresti domiciliari perché, secondo la Procura anticamorra e i carabinieri, avrebbe reinvestito nella sua società diverse somme di danaro per centinaia di migliaia di euro provenienti dal clan Zagaria, e fornitegli dall’indagato Alfonso Ottimo (finito in carcere). Gli inquirenti hanno accertato che una delle rimesse iniziali di danaro fatta da Ottimo a Balestriere era di 200mila euro. E tra gli episodi che ruotano attorno alla vicenda della Isvec, c’è anche quello che riguarda l’aggiudicazione dell’appalto di raccolta rifiuti nel comune di Mondragone per mezzo del consigliere regionale Giovanni Zannini. Il politico di Mondragone, attualmente in Abruzzo perché sottoposto al divieto di dimora in Campania per un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, non è indagato nell’inchiesta della Dda ma viene comunque citato come figura di rilievo in grado di condizionare le scelte del Comune. I fatti risalgono all’estate del 2019, quando sindaco a Mondragone era Virgilio Pacifico. Per gli inquirenti sarebbe stato l’indagato Franco Lombardi (finito in carcere), uomo di Filippo Capaldo, nipote di Zagaria, a contattare e incontrare più volte Zannini, cui avrebbe promesso voti alle Regionali del 2020; in cambio Zannini avrebbe informato Lombardi della fine dell’appalto dei rifiuti con la ditta Senesi, e a quel punto Lombardi avrebbe fatto sapere a Balestriere della possibilità di partecipare alla gara d’appalto per i rifiuti a Mondragone. Contatti che vanno a buon fine, visto che il sindaco Pacifico il 7 agosto 2019 firma un’ordinanza con cui conferisce d’urgenza alla Isvec il servizio di raccolta. Un provvedimento ritenuto illegittimo, dal momento che l’azienda, è emerso, non possedeva i requisiti per svolgere l’intero servizio di igiene urbana; e dall’agosto 2019 al marzo 2020 emette fatture per lavori inerenti la raccolta per 1,8 milioni di euro. In questi ultimi mesi la Isvec ha poi avviato una ristrutturazione aziendale per cui buona parte di appalti è nei vari comuni è stato ceduto tramite il conferimento o contratti di fitto. Un’operazione criticata fortemente dai sindacati, che avevano ottenuto a novembre scorso anche la convocazione di una riunione presso la prefettura di Napoli (vi partecipò da remoto anche un rappresentante della Prefettura di Caserta); ma l’operazione non fu bloccata e attualmente l’Isvec non gestisce più alcun appalto di raccolta rifiuti.