Aggressioni al personale medico, bodycam per i sanitari delle strutture pubbliche

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CASERTA/AVERSA – Risale a ieri l’ultima aggressione, in ordine cronologico, di un medico in servizio presso una struttura pubblica. E’ accaduto nel reparto di chirurgia del Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Qui, un 34enne detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, durante un esame, ha colpito in pieno volto con un pugno il medico che stava eseguendo la visita.

Questo è solo l’ultimo dei quotidiani episodi di violenza che si registrano nelle strutture sanitarie campane. Per far fronte a queste violenze, l’Asl di Caserta ha avviato un progetto sperimentale finalizzato alla tutela del personale sanitario nei Pronto Soccorso, attraverso la fornitura e l’implementazione di un sistema di monitoraggio tramite bodycam.

L’iniziativa, che coinvolge in via sperimentale il Presidio Ospedaliero “San Giuseppe Moscati” di Aversa, nasce dall’esigenza sempre più urgente di garantire un ambiente di lavoro sicuro, in risposta al crescente numero di episodi di aggressione fisica e verbale registrati nei confronti degli operatori sanitari. L’adozione di bodycam rappresenta una misura concreta per affrontare il fenomeno, offrendo al tempo stesso un effetto deterrente e una documentazione oggettiva delle interazioni tra il personale e l’utenza, soprattutto in contesti ad alta tensione come i reparti di emergenza-urgenza. La procedura di approvvigionamento si è svolta mediante affidamento telematico tramite la piattaforma MEPA, nell’ambito della Richiesta di Offerta n. 5308642 – “Fornitura di sistema di monitoraggio tramite bodycam per mitigazione del rischio di aggressione del personale sanitario” (CIG B69D27A660). La procedura di acquisto è stata formalmente aggiudicata e attualmente si trova nella fase di verifica post-aggiudicazione, in linea con i principi di trasparenza amministrativa e regolarità contrattuale.

La finalità dell’intervento è quella di potenziare le misure di prevenzione e protezione già in essere, offrendo un ulteriore strumento di supporto agli operatori esposti al rischio. L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia aziendale volta alla promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di cura, attraverso l’impiego mirato di soluzioni tecnologiche avanzate. Nei mesi successivi all’avvio operativo, saranno raccolti dati quantitativi e qualitativi per monitorare l’efficacia del sistema, attraverso analisi statistiche e feedback strutturati del personale coinvolto. Qualora i risultati confermino l’efficacia della sperimentazione, l’Azienda valuterà l’estensione del progetto ad altri Pronto Soccorso del territorio, promuovendo un modello replicabile e sostenibile di tutela del personale sanitario.