Abruzzo, Marsilio rincara la dose: “Siamo nella media contagi, ora basta con le minacce”

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Il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, rincara la dose e persegue con la sua decisione di mutare la zona rossa della sua regione in arancione in maniera autonoma. Parla apertamente di “toni intimidatori e minacciosi” dopo la diffida che ha ricevuto dai ministri Boccia e Speranza, che ipotizzano addirittura responsabilità penali per l’ordinanza attuata, così come dichiara a Il Mattino.

“Considero eccessivi, se non risibili, il tono intimidatorio e la minaccia. Se passasse questo principio qualcuno mi dovrebbe dire di chi sono le responsabilità penali di tutti gli altri contagiati. I nostri legali stanno valutando il tono, il merito e la misura della risposta. Sono giorni decisivi per la vita economica del Paese. Sto discutendo da una settimana con il ministro Speranza in vista di questa scadenza. Sindaci e commercianti mi stanno ringraziando. Se avessi voluto fare propaganda mi sarei messo a fare i comizi in piazza. Avrei potuto fare finta di niente, attendere il report, farmi schiaffare in zona rossa e protestare, come hanno fatto anche colleghi di sinistra prendendosela con il governo ladro. Invece no”.

Non è stato un mio capriccio. Se non avessi deciso subito per l’ingresso in zona rossa e avessi ascoltato i soloni che oggi fanno i conti non staremmo parlando di tornare in arancione in questi giorni, ma forse dalla prossima settimana e probabilmente della zona gialla dopo Capodanno. Conosco talmente bene il meccanismo che l’ho anticipato. La regola dei 21 giorni per uscire dalla zona rossa si è creata per prassi, per norme che si sono stratificate in più provvedimenti, ma non trova formulazione univoca in una legge. Si può entrare in 48 ore e lo condivido se c’è urgenza, tanto che l’ho fatto. Con la stessa aderenza ai dati reali si deve fare altrettanto per uscire, magari non in 48 ore. A me non è che faceva vergogna essere l’unico rosso in Italia. Questo è teatrino politico, utile per fare qualche post simpatico. Siamo esattamente nella media nazionale, addirittura meglio di alcune in giallo e pensiamo che la cura è durata a sufficienza, altrimenti si ammazza il paziente”.