Abbattimento lecci alla Reggia, la sottosegretario Borgonzoni: “Le piante sane non si uccidono”

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CASERTA – Qualcosa si muove (e non è poco) rispetto al muro di gomma fin qui opposto ai cittadini, al Comitato civico 31 agosto, alle associazioni ambientaliste, ai rilievi scientifici del consorzio universitario Benecom, che hanno sollevato viva preoccupazione contro il progetto di abbattimento di oltre 750 lecci che si accompagnano alla Via dell’acqua del Parco della Reggia di Caserta.

Questa mattina, infatti, il Ministero della cultura – che finora sembrava aver assecondato con pedissequa accondiscendenza il progetto proposto dalla direzione del Palazzo Reale – pare aver maturato quanto meno una pausa di riflessione nella considerazione della problematica legata al caso. Nel senso che, sollecitata dal parlamentare Giampiero Zinzi, ad ascoltare le ragioni di quanti si oppongono all’indiscriminato abbattimento delle piante, ha fatto visita a Caserta il sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.

La senatrice, in un incontro all’aperto nella centralissima piazza Dante, dopo essere stata ragguagliata sul progetto dalla direttrice Tiziana Maffei, ha non solo ascoltato le ragioni dei cittadini, ma ha anche voluto – accompagnata dal parlamentare casertano – visitare il Parco per prendere visione da vicino dello stato dei fatti.

Alla rappresentante ministeriale hanno riferito con dovizia di particolari l’agronomo Ciro Costagliola e il professore Carmine Gambardella. Quest’ultimo, in particolare, ha sintetizzato lo studio Benecom, condotto con sofisticate apparecchiature aeree, nel quale si evidenziano che solo il 6,9% dei lecci presenta uno stato di degrado avanzato, mentre il 15,3% è in buona salute e il 77,8% in ottime condizioni. E così Costagliola, che dal suo canto ha riferito le risultanze della seconda indagine, svolta da agronomi e forestali di associazioni ambientaliste, che parimenti hanno riscontrato che le piante da abbattere non superano il 10% del totale.

In una dichiarazione rilasciata a margine, la senatrice ha commentato: “C’è una linea che la Reggia ha portato avanti, che oggi mi ha illustrato. Ora stavo sentendo però il comitato che ne ha una, sicuramente almeno in parte da me molto condivisa, che è quella se ci sono piante sane, le piante sane non possono essere uccise, sostituite e lasciate morire”. E a proposito dei pareri dell’Università di Bologna – su cui si impernia il progetto di “ristrutturazione”, come lo definisce la direttrice della Reggia – la Borgonzoni ha aggiunto: “I pareri dell’università di Bologna che parlano di prima fascia, seconda fascia, terza fascia per lo stato di questi alberi, non indicano però quali alberi possono cadere o sono da abbattere e ripiantumare”.

Infine, ha precisato: “Sicuramente la cosa che farò ora, oltre a leggere tutte le carte che il comitato mi ha dato, è anche chiedere e questo l’ho già detto al direttore, all’Università di Bologna cosa vuol dire fascia uno, fascia due, fascia tre”.