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Usa: Trump telefona a Putin e Merkel e intanto  è guerra fredda a colpi di tweet con il presidente messicano sul Muro.

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ll presidente americano Donald Trump prevede di avere un colloquio telefonico domani col suo omologo russo Vladimir Putin. Lo riferiscono diversi media Usa, compresa la Ncc. L’emittente di Atlanta riferisce della telefonata citando una fonte dell’amministrazione americana. Si tratterebbe della prima conversazione tra i due da quando Trump si e’ insediato alla presidenza Usa. Il portavoce del Cremlino ha confermato che domani si terrà la prima conversazione telefonica tra il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. “Sì, lo confermo”, ha detto a un giornalista della Tass che gli chiedeva di confermare una notizia della Cnn secondo cui la telefonata tra i due capi di Stato è in programma per sabato 28 gennaio. E sempre domani ci dovrebbe essere anche una conversazione telefonica con la cancelliera tedesca Angela Merkel: probabilmente la conversazione verterà soprattutto sulla Russia e sull’Ucraina. Lo riportano media internazionali citando fonti anonime. Intanto  Il presidente messicano Enrique Pena Nieto annulla l’incontro di martedì prossimo alla Casa Bianca perchè non vuole pagare il muro al confine con gli Usa. E Donald Trump risponde annunciando che imporrà dazi doganali del 20% sulle merci messicane importate in Usa per finanziare la barriera. È la prima crisi diplomatica e la prima guerra doganale per il neo presidente, investito da una bufera per il suo ordine di costruire immediatamente un muro al confine col Messico e di dare un giro di vite all’immigrazione clandestina, condito con l’ennesimo apprezzamento per il waterboarding e il licenziamento del capo della polizia di frontiera. Una stretta che sarà completata con lo stop indeterminato ai rifugiati siriani e per almeno 120 giorni a quelli di altri Paesi, con la sospensione inoltre per almeno un mese dell’immigrazione da Paesi a maggioranza musulmana e spesso flagellati dal terrorismo, come Libia, Siria, Somalia, Sudan, Iran, Iraq, Yemen. La rottura con il presidente messicano si consuma in un duello tutto a colpi di tweet, diventato con il tycoon la nuova arena della diplomazia. E’ guerra fredda a colpi di tweet.