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Scontro duro su FB con botta e risposta Renzi-Di Maio sulla proposta di legge M5S per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari.

in N-Style/News by

Dopo una acceso scontro che dura sin dalla scorsa settimana, è approdata nel pomeriggio in Aula alla Camera, la proposta di legge, a prima firma della pentastellata Roberta Lombardi, sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Un testo licenziato dalla Commissione senza mandato al relatore e senza esame degli emendamenti, destinato quindi a non avere vita facile. Il tema del taglio dei costi della politica si intreccia a quelli della riforma costituzionale, con i 5 Stelle che rivendicano la propria iniziativa e accusano il Pd di voler “salvare la casta”, e i Dem che replicano segnalando che la richiesta di voto sul testo Lombardi prima del risultato del referendum e del relativo taglio dei costi delle indennità dei senatori, è una mossa “demagogica”. E così Luigi Di Maio lancia direttamente la sfida a Matteo Renzi da Facebook e in video parla di un premier “in stato confusionale” perché “sa bene che se il Pd rimanderà in Commissione la nostra proposta di legge – di cui si comincia oggi a discutere in Aula alla Camera – sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari non gli basteranno tutte le slide del mondo per giustificarsi”. E allora, “invitiamo Renzi a venire in Aula”, dice Di Maio che ricorda l’appuntamento clou previsto per domani: “Segnatevi la data, ci vediamo domani alle 15 in piazza Montecitorio, per un sit in di incoraggiamento al Pd prima della votazione alla Camera. Se non glielo dice la loro coscienza, glielo direte voi cosa votare”. Ieri Matteo Renzi ha rilanciato la sfida ai 5 Stelle, “fanno come quelli che quando sono in difficoltà buttano la palla in calcio d’angolo”, ha detto il presidente del Consiglio mettendo sul piatto la sua controproposta: “Perché non leghiamo l’indennità dei parlamentari alla loro presenza in Aula?”. “Il fatto è – ha detto ancora – che giocano a fare i primi della classe e poi sono come gli altri”. Facile dunque aspettarsi un duro scontro a Montecitorio, con la presenza dello stesso Beppe Grillo che ha mobilitato i militanti invitandoli oggi a essere presenti nelle tribune riservate al pubblico e dando appuntamento per domani, la giornata clou, a un sit-in davanti a Montecitorio. Quello di oggi sarà un dibattito movimentato, con i 5 Stelle iscritti in massa a parlare. E nel vivo si entrerà domani, poiché oggi alla Camera si svolgerà solo la discussione generale sulla proposta di legge targata 5 Stelle. Domani, invece, la maggioranza farà la sua mossa, chiedendo il rinvio del testo in Commissione, visto che la proposta di legge è approdata in Aula senza mandato al relatore e, soprattutto, senza votazione sugli emendamenti. E visto anche, viene sottolineato, che quella 5 Stelle non è l’unica proposta presentata e dopo le divisioni in Commissione non esiste al momento un testo unificato di tutte le proposte di legge (sono almeno 5 quelle depositate).  La maggioranza si attende anche che la battaglia dei pentastellati venga sposata da altre forze delle opposizioni.  La Lega, riferisce il capogruppo alla Camera della Lega Nord, Massimiliano Fedriga, presenterà un emendamento e chiederà il licenziamento dei parlamentari fannulloni. La nostra proposta prevede, infatti, che se il deputato o il senatore è assente per 6 giorni senza giustificazione viene licenziato, esattamente come avviene per qualsiasi lavoratore.

 

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