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REGGIA. 9mila presenze ma è il comune di Caserta il grande assente

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Si temeva il peggio e invece Lunedì in Albis è accaduto il meglio, o almeno, quasi ovunque. Infatti, il direttore Mauro Felicori ha voluto riaprire al pubblico il Palazzo Reale dei Borbone per la Pasquetta 2017 mettendo fine a 25 anni di cancelli sbarrati. A una condizione: non portare con sé «cibi, bevande, attrezzature per picnic e svago, palloni e tutto ciò che è incompatibile con la visita a un area museale», per evitare il ripetersi delle scene di devastazione del 1991

“E’ stata una giornata bellissima, con tantissimi visitatori che hanno ‘invaso’ la città, godendosi i nostri gioielli in maniera civile e rispettosa. Caserta ha dimostrato di essere matura e pronta ad affrontare sfide importanti”. Sono queste le parole del sindaco di Caserta, Carlo Marino, che si è fregiato di un merito, quasi sicuramente immeritato..

Quasi 9mila le presenze rilevate nell’importante sito vanvitelliano.

Il problema rimane uno, però, nonostante i controlli e i divieti all’interno della Reggia in grande quantità sono stati i bivacchi all’esterno della struttura, laddove si trovano i campetti gestiti dall’amministrazione comunale. Due pesi e due misure? Perché si sa. è inconcepibile che i giardini di Versailles possano essere presi d’assalto da campeggiatori e giocatori di pallone, così come ogni altro parco regio del mondo.

Invece a Caserta, no. A Caserta si può. E ancora una volta, in un sistema “sistemato a dovere”,  il comune di Caserta è stato il vero grande assente. E non solo i campetti abbandonati ma anche un altro monumento della casertanità, Casertavecchia presa d’assalto dai venditori abusivi e dai turisti “della domenica”. Il solito scempio che urla ma che tutti mettono a tacere. E poi, ci poniamo un’altra questione. Gli esercenti di Caserta, la città che fa da cornice alla Reggia, hanno avuto qualche benefit? Introiti? Ci sono stati benefici?