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Referendum, la battaglia tra il Sì e il No è allo scontro finale. Modernità o conservatorismo? Alla fine il vincitore sarà sempre Renzi… A meno che qualcuno non creda seriamente di affidarsi ai giullari 5 Stelle e al loro capocomico…

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Referendum, ormai manca davvero poco al count-down per stabilire chi vincerà tra il Sì e il No. Sebbene le voci del variopinto mondo dei fautori del No adducano tante motivazioni, è ormai chiaro a tutti che nelle cose ciò che emerge è proprio questo: Sì uguale modernità, No uguale conservatorismo! Il mondo del No, dunque, si è immesso davvero in un tunnel dal quale in qualunque modo esca, anche da vincitore, troverà scritto: “Rottamazione”. La riforma della seconda parte della Costituzione, proposta dal governo Renzi e approvata dal parlamento dopo un iter durato due anni e ben sei votazioni tra entrambe le Camere, ha assunto le forme dello scontro finale tra modernità e conservatorismo, un impatto fatale dopo il quale nulla sarà più come prima. E’ indubbio, infatti, tra gli schieramenti in campo, che è Renzi che si propone come nuovo che avanza. E ciò appare in evidenza, perché si è fatto promotore di una riforma che promette di cambiare nel profondo il modo stesso degli italiani di stare insieme. Una riforma che, sebbene sia tanto controversa, all’opinione di tutti, anche di chi è contrario ad essa, è necessaria per velocizzare e semplificare i rapporti tra cittadini e istituzioni e per mettere il Paese al passo con i tempi della società globalizzata. Sull’altro fronte, invece, a difendere lo “status quo” con la promessa di migliorie, chi vi troviamo? Il vecchiume della politica, populisti, corporazioni, baronie professionali e gli amanti della “Costituzione più bella del mondo” che poi in più momenti dimostrano anche di non conoscerla! Basta guardare i nomi sotto il No:   dalema  D’Alema, Cirino Pomicino Bersani, Schifani,Dini, De Mita, La Malfa, Brunetta, Salvini, Calderoli, Fitto, e un poco convinto Berlusconi. Insomma, comunque la si vede, un dispiegamento di uomini imponente ed autorevole per raggiungere la vittoria, che peraltro, se dovesse arrivare non vedrebbe altro che la loro fine. Infatti non avrebbero margini di manovra, prigionieri di un’alleanza impossibile e senza prospettive. In pratica, rottamati! Sarà Renzi, dunque, in ogni caso a dettare “legge! Se vince non ci sarà storia! Rottamerà l’ultimo pezzo di una classe dirigente politica che ormai ha fatto il suo tempo. Se perde resterà ugualmente al timone con il plauso anche dei suoi nemici, convinti di aver conquistato del tempo per organizzarsi in una opposizione credibile.A meno che qualcuno non creda seriamente di affidarsi ai giullari 5 Stelle e al loro capocomico.