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Provincia. Presidente Lavornia: “Siamo stati traditi”

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«Lo Stato ci ha messo nelle condizioni di non poter più operare, allo Stato consegneremo le chiavi della Provincia». È l’idea che si è fatta spazio ieri durante l’incontro tra il presidente facente funzioni dell’ente, Silvio Lavornia che ha annunciato «Siamo stati traditi». Questa mattina si recheranno al Palazzo del Governo per annunciare al prefetto Arturo De Felice l’impossibilità di proseguire, non essendo ormai da mesi in grado di fornire più servizi,

La speranza era quella di poter contare su di un decreto ad hoc, una sorta di «salva Caserta», all’interno del più generale «salva Province». «Per Biella e Vibo Valentia – ha proseguito Lavornia -sono stati compiuti in passato sforzi che a noi non hanno voluto riconoscere. Non possiamo far altro che chiudere bottega». Alla Provincia erano demandate prima dell’avvento della riforma Delrio deleghe in materia ambientale, di edilizia scolastica e viabilità. Di ambiente quella di Caserta non si occupa più da tempo immemore.

Le 93 scuole superiori su cui estende la sua responsabilità sono tutte prive di certificato antincendio (il che varrebbe da solo a chiuderle) e per la metà non più rispondono ad una serie di altre norme di sicurezza. Sulle strade provinciali, da ultimo, non si effettuano più interventi significativi da almeno un paio di anni.

Questo mese i restanti 295 dipendenti della Provincia non percepiranno lo stipendio. Da tre settimane non sono stati puliti neanche gli uffici: il contratto con l’impresa è stato rescisso. Dal 2015, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario e i ripetuti prelievi operati comunque dallo Stato (in base ad uno strano meccanismo Caserta contribuisce in misura maggiore di realtà come Varese o Vercelli), le casse dell’ente sono state prosciugate. La Provincia non ha un euro nemmeno per pagare le bollette di luce e telefono alle scuole. E ora valuta di chiudere anche il Museo Campano. «Lo rilevasse la Regione», si ripeteva ieri amaramente. E nelle stesse ore una interrogazione parlamentare sul caso Caserta veniva rivolta al ministro dell’Interno Marco Minniti. Prima firmataria, la deputata casertana del Pd Camilla Sgambato.