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Primo Piano

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Sardine, Francesca Pascale: “Potrei scendere in piazza con loro a Roma il 14 dicembre”

Dice di guardare con interesse alle “sardine”, dal momento che vi ritrova elementi e quella libertà che furono propri della “rivoluzione liberale di Berlusconi”. E si augura che “non facciano come i grillini”. Così Francesca Pascale, compagna dell’ex premier, Silvio Berlusconi. Che aggiunge: “Valuterò il piacere di riscendere in piazza il 14 dicembre”.

Parlando delle “sardine”, la Pascale sottolinea di non sottovalutare “un fenomeno spontaneo, dilagante, animato da giovani e che, quindi, va guardato con rispetto e interesse. Un errore che a suo tempo è stato commesso con i 5 Stelle ed il risultato è quello che è oggi sotto gli occhi di tutti”. Dal canto suo, Mattia Santori, una delle quattro “sardine” bolognesi che hanno dato vita al movimenta, nel darle il benvenuto, commenta l’ipotesi della Pascale, di scendere in piazza a Roma il prossimo 14 dicembre: “Non abbiamo bandiere proprio perché accettiamo chiunque voglia prendere posizione contro la retorica sovranista divisiva professata da una parte della destra. Rimane il fatto che in Emilia-Romagna, e non solo, Forza Italia è alleata proprio con i principali artefici di questa retorica. Ma se viene con una sardina bella colorata, chiuderemo un occhio”.

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Condannato a nove anni di reclusione, attende da oltre 3 anni le motivazioni della sentenza

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EX CIRIELLI, LEGGE CHE HA RIDOTTO I TERMINI DI PRESCRIZIONE

Mancano le motivazioni della sentenza di primo grado che lo ha condannato a nove anni di reclusione, al termine di una inchiesta per truffa, sostituzione di persona, costruzione di falsi profili creditizi. Sta aspettando da tre anni che tali motivazioni vengano depositate. Si tratta di un direttore di banca la cui storia è raccontata oggi dal quotidiano Il Mattino. A sollevare il caso è il penalista Luigi Pezzullo, che assiste la Unicredit Spa, che si è costituita parte civile nel processo a carico di un gruppo di imputati che avrebbero fatto capo all’ex direttore di filiale, V.S., a sua volta ritenuto responsabile di una serie di raggiri. Era il 15 aprile del 2016 quando la nona sezione penale del Tribunale di Napoli pronunciò la sentenza: giorno in cui il direttore venne condannato a nove anni di reclusione, a novemila di euro multa, nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, che per gli inquirenti è pari ad un milione e 300mila euro.

Esonda nuovamente il fiume Idice, nel Bolognese: ordinata l’evacuazione delle strade vicino agli argini

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Maltempo: Vigili del Fuoco ancora al lavoro nel Bolognese

Il fiume Idice è nuovamente esondato nel Bolognese, nel territorio di Budrio già colpito domenica.

A darne notizia è il Comune di Budrio, anche sui social, ordinando l’evacuazione immediata di strade in prossimità degli argini. Il nuovo innalzamento del livello del fiume è stato provocato dalle piogge della notte. La fuoriuscita di acqua dalla ‘falla’ è, a quanto si apprende, di portata inferiore a quella di due giorni fa. Al lavoro diverse squadre di vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine e volontari.

ArcelorMittal, perquisizioni e sequestri tra Taranto e Milano. L’accusa: distratti beni fallimento Ilva

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>>>ANSA/  PER L'EX ILVA TRATTATIVA SUL FILO, GOVERNO LAVORA A PROPOSTA

Sono in corso, da questa mattina, perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza negli uffici di Taranto di Arcelor Mittal.

Il blitz è scattato su delega della Procura di Taranto, nell’ambito dell’inchiesta avviata dopo l’esposto presentato dai commissari dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria.
Perquisizioni anche negli uffici milanesi di ArcelorMittal, in via Brenta, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano, invece, per distrazione di beni da fallimento.
Allo stato il fascicolo con ipotesi di reato è a carico di ignoti.

Tra i documenti contabili che la Guardia di Finanza di Taranto sta acquisendo negli uffici dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal, invece, ci sono quelli che riguardano l’acquisto delle materie prime e la vendita dei prodotti finiti, considerando le ingenti perdite segnalate dalla multinazionale rispetto alla gestione commissariale.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, con l’aggiunto Maurizio Carbone e il pm Mariano Buccoliero.

Corruzione all’Ortomercato di Milano, arrestato il direttore generale: domiciliari anche per altri due indagati

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Ortomercato

E’ finito agli arresti domiciliari il direttore generale della Sogemi, Stefano Zani, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta corruzione all’interno dell’Ortomercato di Milano. La società di cui è a capo è controllata dal Comune e gestisce i mercati all’ingrosso di Milano, la realtà produttiva più grande d’Italia che ha un giro d’affari di due miliardi e mezzo di euro.
Zani era già stato indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dello stesso procedimento per una presunta tangente da 2mila euro consegnata da “una delle cooperative che gestiscono il facchinaggio all’interno dell’Ortomercato”. Domiciliari anche agli altri due indagati nell’inchiesta milanese: Giorgio Gnoli e Vincenzo Manco. Il primo è l’amministratore della “Ageas Impresa Consortile Lombarda srl”, una delle società che si occupano di facchinaggio nell’Ortomercato; Manco è un dipendente della cooperativa, a cui viene contestata anche l’istigazione alla corruzione.

Open Arms, l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini indagato a Palermo

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Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, lascia il Senato, Roma, 13 agosto 2019. Ritirare la mozione di sfiducia a Conte? "Non siamo al mercato, c'è un governo che era fermo, che litigava da mesi, ridiamo la parola agli italiani. Chi ha paura delle elezioni? Se uno ha lavorato bene non ha paura degli italiani", ha affermato Salvini. ANSA/ANGELO CARCONI

Matteo Salvini iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento, per sequestro di persona e omissioni di atti d’ufficio per il caso Open Arms: questa la notizia dell’ultima ora che vede al centro della cronaca giudiziaria il leader della Lega ed ex ministro dellInterno. L’accusa riguarda il caso dei 164 migranti salvati il primo agosto scorso dalla Open Arms, a cui fu vietato dall’allora ministro dell’Interno l’ingresso nelle acque italiane. La nave rimase 20 giorni ferma davanti a Lampedusa, poi furono i pm, in seguito a un’ispezione a bordo, a ordinare lo sbarco d’urgenza. Il fascicolo è già stato trasmesso alla Procura di Palermo, competente a valutare le ipotesi di reato che dovranno essere sottoposte al Tribunale dei Ministri: entro 15 giorni l’ufficio giudiziario guidato da Francesco Lo Voi dovrà decidere se confermare le ipotesi di reato, riformularle o chiedere l’archiviazione. Si tratta del bis del caso Diciotti: anche allora a indagare Salvini fu il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio.

Abbiamo contattato telefonicamente Caldoro per un’intervista, ma non ci risponde. A lui piacciono le domande confezionate

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caldoro

Visto che non ci risponde al telefono e non ha nemmeno richiamato, come correttezza vorrebbe, rivolgiamo pubblicamente alcune domande a Stefano Caldoro nella speranza, poi, di ottenere una risposta.
Prima domanda: consigliere Caldoro, Lei si vuole ricandidare e sa bene che è stato una delusione per tutti. Con quale coraggio si ripropone?
Seconda domanda: Lei, consigliere, ha fatto implodere la coalizione di centrodestra, come pensa di rimettere insieme i cocci? In Forza Italia c’è una evidente spaccatura sul suo nome, la Lega non la vuole e Fratelli d’Italia frena. Come fa con questi presupposti a chiedere di essere ricandidato?
Terza domanda: Lei ha sempre sostenuto che, chi è indagato, deve stare lontano da Lei. Oggi che Lei è indagato (il solito rito non serve) come fa a proporsi nella corsa per la carica di governatore?
Ecco tre semplici domande: ha tutto il tempo di riflettere, di chiedere consigli e di rispondere anche sulla sua bacheca. Sarà cura nostra riprendere le sue risposte e pubblicarle. Se poi ha il coraggio di contattare la nostra redazione, e rispondere direttamente al direttore oppure ai giornalisti, noi siamo a disposizione

Pordenone, allenatore di una squadra di esordienti dice “terrone” a arbitro: Daspo per un anno

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calcio

L’allenatore di una squadra di calcio della categoria esordienti – ragazzini di 11 anni – ha dato del “terrone” all’arbitro e il questore di Pordenone ha emesso nei suoi confronti un Daspo di 1 anno.

Dopo il provvedimento esemplare del questore, il mister non avrà accesso ad alcuna manifestazione sportiva e dovrà immediatamente lasciare la guida tecnica della sua formazione.

‘Ndrangheta, sequestro di beni da 200 mln di euro: nei guai 4 imprenditori

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Un fermo immagine tratto da un video della guardia di finanza mostra l'operazione che ha portato al sequestro di 2 milioni di euro a 6 tra avvocati e professionisti nell'ambito dell'inchiesta "Mala gestio" sul fallimento - decretato nel 2014 - della Multiservizi, la partecipata del Comune di Reggio Calabria incaricata della manutenzione di beni pubblici, 9 ottobre 2019.
ANSA/GUARDIA DI FINANZA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Escattata alle prime luci dell’alba a Reggio Calabria un’operazione della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Dia, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, per l’esecuzione di un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di duecento milioni di euro riconducibili a quattro imprenditori reggini.

Gli imprenditori destinatari del provvedimento di sequestro sono indiziati di appartenenza o contiguità alle più importanti cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria.

Corruzione, a giudizio l’ex presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta

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crocetta

Due bonifici, per complessivi 10mila euro. Soldi destinati a quel “Riparte Sicilia” nato per le regionali del 2017 e mai diventato una realtà politica. Rosario Crocetta, ex governatore siciliano, dovrà spiegare ai giudici perché ebbe quella somma. Dovrà difendersi in tribunale dall’accusa di corruzione insieme al suo ex segretario, Massimo Finocchiaro, e a Ettore Morace, di origini napoletane.

I soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati il prezzo del favore che Crocetta avrebbe reso alla sua compagnia marittima, la Ustica Lines, incrementando le corse per le isole minori. Il processo all’ex presidente della Regione si aprirà a febbraio a Palermo.

Maniero resta in carcere, per il Riesame l’ex boss del Brenta “è a rischio recidiva”

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Maniero

Felice Maniero resta in cella. Il tribunale del Riesame di Brescia ha rigettato infatti la richiesta di annullamento dell’ordinanza che, ad ottobre scorso, aveva portato in carcere l’ex boss del Brenta, accusato di maltrattamenti in famiglia sulla compagna e che da maggio aveva ottenuto il trasferimento in una comunità protetta. Per il Riesame, Maniero “è ancora a rischio recidiva”.

I legali, intanto, hanno fatto sapere che il loro assistitito “non si aspettava nulla di diverso in questa fase. Pur rispettando la decisione – hanno aggiunto – non la condividiamo e ci riserviamo successive iniziative”.

Venezia, il peggio è passato: adesso si procede con la conta dei danni

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Venezia mare alto

A Venezia il peggio, per fortuna, è alle spalle. Adesso è il momento della conta dei danni. Le previsioni del Centro maree indicano per le 13.20 di oggi una massima di 105 cm mentre nella notte, alle 2.45, la marea massima è stata di 78 centimetri. Una massima ben lontana dai 187 centimetri del 13 novembre e dei 150 cm di ieri.

I valori – fanno altresì sapere dal Centro maree – nei prossimi giorni saranno contenuti e superano di poco i 100 centimetri”. I più ‘rilevanti’ indicano 100 centimetri per le 6.10 e le 14.55 di domani e 105 centimetri alle 6.05 di dopodomani.

Napoli, nigeriano fermato all’aeroporto di Capodichino: aveva nell’addome 112 ovuli con cocaina ed eroina

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In addome 112 ovuli con coca ed eroina, fermato a Napoli

Un cittadino nigeriano è stato fermato all’aeroporto di Capodichino, Napoli: aveva nell’addome 112 ovuli con cocaina ed eroina. Sono stati i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dell’Aeroporto di Capodichino ad arrestare, con l’accusa di traffico internazionale, il nigeriano che stava per introdurre con la tecnica dei boy packers 1,244 kg di sostanza stupefacente. Il 24 enne, giunto a Napoli con un volo proveniente da Parigi, stava per lasciare l’aeroporto, quando i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Capodichino, in collaborazione con i funzionari doganali, lo hanno fermato e sottoposto a controllo prima che lo stesso abbandonasse la sala arrivi. I finanzieri, non convinti delle spiegazioni ricevute ed insospettiti da alcuni segnali di nervosismo, hanno accompagnato il viaggiatore all’ospedale dove un esame radiografico ha evidenziato la presenza nell’addome di 112 ovuli tra cocaina ed eroina.

Toscana, la giunta regionale dichiara lo stato di emergenza per il maltempo

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Firenze_Arno

La Giunta Regionale della Toscana, su proposta del presidente Enrico Rossi, ha dichiarato lo stato di emergenza in Toscana per il maltempo. La Giunta regionale si è riunita questa mattina. La dichiarazione dello stato di emergenza, spiega una nota, consentirà anche di chiedere al Governo un’analoga dichiarazione di emergenza nazionale, consentendo così di attivare finanziamenti e di velocizzare le procedure a favore sia dei soggetti pubblici che privati.

Ricoverato all’Ospedale Maggiore di Bologna il 12enne, genovese, punto da un trigone in Costa Rica

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Atterrato a Bologna giovante punto da Trigone in Costa Rica

E’ arrivato nella notte all’Ospedale Maggiore di Bologna il dodicenne, genevose, rimasto paralizzato in Costa Rica a seguito della puntura di un trigone. A riportarlo in Italia un volo umanitario, organizzato con un Falcon900 dell’Aeronautica Militare, atterrato nel cuore della notte all’aeroporto Marconi, dopo un viaggio durato 13 ore. A bordo anche i genitori, il fratello maggiore e una dottoressa rianimatrice dell’Ospedale Maggiore di Bologna, mentre ad attendere in pista c’erano la nonna, con gli zii ed altri familiari, arrivati da Genova.

Il ragazzo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Maggiore e ricoverato nel reparto di Chirurgia vertebrale d’urgenza dove verrà seguito dal Dottor Federico De Iure che, sin dai primi giorni, si era detto disponibile a seguire il complicato caso.

Vertenza ArcelorMittal, la triade Cgil-Cisl-Uil a colloquio con Mattarella: presidio delle aziende dell’indotto davanti all’ex Ilva

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Operai fuori dalla fabbrica A.Mittal Ilva a Taranto, 15  novembre 2019.
ANSA/DONATO FASANO

I leader di Cgil, Cisl e Uil saranno ricevuti al Quirinale questa sera, alle 19.30, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per discutere della questione ex Ilva e, in generale, delle crisi industriali.

Se ArcelorMittal non rivede la decisione di lasciare Taranto, “per l’ex Ilva si apre l’amministrazione straordinaria, con un prestito ponte da parte dello Stato, in modo da riportare l’azienda sul mercato entro un paio di anni” annuncia il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, rispondendo a chi gli domandava quale fosse il piano B del governo per l’ex Ilva.

Intanto, le aziende dell’indotto sono in presidio davanti alla portineria C dello stabilimento siderurgico di Taranto, con dipendenti e mezzi, per protestare contro il mancato pagamento delle fatture da parte di ArcelorMittal e per rivendicare la continuità produttiva e occupazionale della fabbrica dopo l’annunciato disimpegno della multinazionale.

Presenti anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro. Le imprese dell’indotto hanno maturato crediti per circa 60 milioni di euro.

Traffico reperti archeologici, scattano arresti: inchiesta della Procura di Crotone

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carabinieritutelapatrimonioculturale

É scattata alle prime luci dell’alba sul territorio nazionale e in alcuni Paesi esteri un’operazione dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, che stanno eseguendo 23 misure cautelari contro i presunti componenti di una holding criminale che gestiva un ingente traffico di beni archeologici. I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall’Italia.

Treno deraglia, nessun ferito: completamente isolata la Val Pusteria

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Deragliato treno val Pusteria dopo frana

Treno deraglia, a causa di una frana, nei pressi di Rio Pusteria. Il treno era partito da Fortezza e diretto a Brunico. La Val Pusteria risulta attualmente isolata. Sono bloccati per motivi di sicurezza tutti gli accessi: la strada statale tra San Sigismondo e San Lorenzo, la Strada del Sole, come anche le strade interpoderali, che i pendolari usano di solito per bypassare eventuali chiusure della Ss48.

“Restate a casa, ogni auto in più crea caos”. E’ l’appello lanciato su Facebook dal sindaco di San Lorenzo in Sebato, Martin Ausserdorfer. L’incidente ferroviario è avvenuto poco prima delle 6 di stamani. A bordo fortunatamente si trovavano solo due persone che non sono rimaste ferite e che sono state portate in sicurezza dai vigili del fuoco. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri.

Piacenza, tir esce di strada e precipita da un viadotto: grave il conducente

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Camion precipita da un viadotto nel Piacentino

Tir esce di strada e, dopo aver sfondato il guardrail sul margine destro della carreggiata, precipita da un viadotto, finendo, dopo un volo di diversi metri, in un deposito di autobus. E’ successo all’alba lungo il tratto piacentino dell’autostrada A21. Il conducente, un ungherese, è stato estratto dai vigili del fuoco dopo più di due ore di lavoro in mezzo alle lamiere della cabina distrutta. L’uomo è stato trasportato in gravissime condizioni all’ospedale di Piacenza. Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

Teneva 43 operai “in nero” segregati, in manette un imprenditore di Melito

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Carabinieri: una pattuglia dell'arma

“Sono consapevole di aver sbagliato”: sono le uniche parole che un imprenditore di Melito di Napoli è riuscito a dire quando i Carabinieri del Nas lo hanno arrestato, con l’accusa di sfruttamento del lavoro, sequestro di persona e intermediazione illecita. L’uomo, per aggirare i controlli, ha tenuto 43 operai “in nero”, tutti italiani, tra i quali una donna incinta e due minorenni segregati per ben sei ore in un locale angusto, privo di servizi igienici e finestre, che si celava dietro una sorta di porta blindata.

L’ispezione, iniziata per verifiche sulla mensa (che non aveva), ha consentito di scoprirne al lavoro altri 14, tra i 35 presenti che, verosimilmente, non ha fatto in tempo a nascondere. I militari gli hanno sequestrato il laboratorio dove lavorava pellami per note griffe di moda, contenente attrezzature per circa 2,5 milioni di euro e comminato sanzioni per 600mila euro. L’arresto, ai domiciliari, è stato chiesto dalla Procura di Napoli Nord e convalidato dal gip.

Casalesi, l’ex primula rossa Zagaria: “Non mi pentirò mai”

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zagaria

“Volevano che mi pentissi ma non mi pentirò mai. Ero disposto pure ad uccidermi”. È quello che ha riferito, in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo, Michele Zagaria, dinanzi al tribunale di Napoli Nord, al presidente Chiaromonte e al pubblico ministero della Dda di Napoli Maurizio Giordano.

Il boss, detenuto al 41 bis, era sotto processo per associazione camorristica. Nel procedimento stralcio già terminato dinanzi alla Corte di Appello di Napoli sono state condannate la sorella del boss, Beatrice Zagaria a tre anni di carcere, e le cognate a due anni. Secondo le accuse, avrebbero ricevuto lo stipendio dal clan per fare una vita nel lusso. Nel processo a carico dell’ex primula rossa, è stato ascoltato un ispettore della polizia penitenziaria del carcere di Opera, che ha confermato di aver individuato i parenti di Zagaria come destinatari dei messaggi criptati nel corso dei colloqui settimanali avvenuti all’interno del penitenziario milanese.

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