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Napoli: Dalla fiction alla realtà, rapinata aiuto regista di “Gomorra 3”.

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L’aggressione si è consumata all’improvviso, quando era ancora buio. Alle sei del mattino di ieri Mariangela Fioretti – già collaboratrice del casting per la fiction «I bastardi di Pizzofalcone» ed attualmente tra gli aiuti regista dei nuovi episodi di «Gomorra 3» che si sta girando a Castelvolturno è stata aggredita e rapinata da due giovani. Il fatto è accaduto l’altra mattina al Vomero, a poche decine di metri dal Liceo Jacopo Sannazaro. Tanta paura ma per fortuna nessun danno per la Fioretti e per un’altra giovane amica che era in sua compagnia. I banditi sono entrati in azione in via Puccini, zona residenziale costellata da eleganti palazzine basse con giardino: un luogo tranquillo, forse fin troppo e dunque postazione ideale per i malintenzionati. Mariangela «Mara» Fioretti – 29 anni, giovane promessa della cinematografia napoletana – era appena arrivata in auto a via Puccini per prelevare un’amica con la quale avrebbe dovuto poi portarsi nella zona del Villaggio Coppola, dove sono in corso le registrazioni della terza serie di «Gomorra».

Mara avrebbe dovuto essere già di buon ora, all’alba, nel Casertano, per girare alcune scene. Puntuale all’appuntamento, l’amica si è fatta trovare sotto l’abitazione di via Giacomo Puccini, ma le donne non hanno nemmeno avuto il tempo di ripartire in auto: all’improvviso, dall’ombra, si sono materializzati i due giovani – a quanto pare con il volto semicoperto da sciarpe e cappellini – che simulando di essere armati hanno intimato alle vittime di consegnare tutto quello che avevano. A cominciare dalle borse e dal denaro. La rapina si è consumata in pochi attimi; poi – secondo un copione tristemente noto – la coppia di malviventi si è dileguata facendo perdere ogni traccia, dopo aver sottratto le chiavi dal quadro dell’auto in modo da impedire alle vittime la fuga. Subito dopo lo spavento le giovani sono riuscite a dare l’allarme. Sul posto è giunta la polizia, che adesso sta svolgendo le indagini cercando di dare un volto e un nome agli aggressori. Nella zona non sono attive le telecamere di videosorveglianza, il che rende naturalmente in salita il percorso degli investigatori. Si indaga negli ambienti della microcriminalità, anche se non si esclude che gli autori del colpo possano essere dei balordi, forse tossicodipendenti che si trovavano in zona.