Gabrielli

Lotta alle mafie ed alla corruzione nella Pubblica Amministrazione, arrivano gli agenti “spia” e “patrimonialisti”

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Dopo aver superato i corsi ufficiali, tenuti alla Scuola di Polizia di Caserta, sono già operativi i primi trenta agenti sotto copertura. Roma, Milano, Napoli e Palermo le sedi individuate. Il prefetto Franco Gabrielli, capo della Polizia, ha spiegato come i citati agenti rappresentino “una proiezione mirata al contrasto del crimine organizzato nella sua natura attuale: multiforme, ancora militarizzato ma sotto mentite spoglie e, soprattutto, specializzato negli affari illeciti, nazionali ed internazionali”. 

Entrando più nello specifico, il ruolo degli “agenti spia” è quello di sondare eventuali attività mafiose, come ad esempio la corruzione all’interno degli uffici della pubblica amministrazione.

L’altra novità riguarda gli “agenti patrimonialisti”. Chi sono? Agenti, come sottolinea il numero uno della Direzione Anticrimine Centrale, Francesco Messina, in grado di “leggere i bilanci, conoscere il diritto societario, saper verificare conferimenti infruttiferi o controllare polizze fideiussorie sospette”. Ad oggi sono 180 i poliziotti patrimonialisti già formati, anche se nei prossimi anni ne arriveranno altri perché questo, ha aggiunto Messina, è “un investimento oramai imprescindibile per la caratura professionale dei nostri agenti”. 

L’obiettivo principale è quello di colpire i patrimoni mafiosi, puntando sulla convergenza tra i poteri dei questori e le attività di indagine giudiziaria. Mentre in passato le due procedure erano fra loro indipendenti, adesso la prima è quasi in simbiosi con la seconda. In altre parole, gli scambi informativi tra Servizio centrale operativo (Sco) e Servizio centrale anticrimine (Sca) sono continui in nome di un lavoro di squadra.