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L’INCHIESTA, SANITA’ CAMPANIA:Procedura Soresa per la fornitura di protesi ortopediche e di cemento per 61 milioni e 300mila euro. Spuntano conflitti d’interesse tra giudicanti ed aggiudicatari, membro di commissione esaminatrice che dichiara il falso, gravi anomalie, pesanti irregolarità nell’assegnazione e tanto altro…

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©Redazione Campania

Notix.it sta da tempo conducendo un’inchiesta giornalistica sulle procedure e gare gestite ed indette dalla Soresa, la società regionale per la Sanità–Regione Campania. Ed ecco i risultati! Sulla procedura denominata nel bando ufficiale:  Codice: 821417 – Regione Campania – Procedura ristretta per la conclusione di accordo quadro per la fornitura di protesi ortopediche e di cemento per un Importo di € 61 milioni e 300mila euro –scadenza 09/03/2015  indetta dalla Soresa sono emerse gravissime irregolarità, conflitti d’ interesse tra giudicanti ed aggiudicatari, pesanti anomalie e addirittura false dichiarazioni da parte di un membro della commissione giudicatrice , nonchè gravi anomalie e pesanti irregolarità nell’assegnazione. All’interno tutti i dettagli. La procedura riguarda appunto un accordo quadro per la fornitura di protesi per un valore di 61 milioni e 300mila euro, una cifra ragguardevole e appetibile che ha attratto molti partecipanti. La procedura si è chiusa il 9 marzo 2015, termine di scadenza per la presentazione delle offerte ed in seguito, dopo l’iter, si è conclusa con la “regolare” aggiudicazione dei lotti oggetto.

Aggiudicazione “Regolare”? Non sembra proprio!

Da quanto emerge infatti dalla documentazione e dagli atti, ci sono gravissime anomalie ed irregolarità aventi ad oggetto allarmanti vicende di conflitti di interessi tra società partecipanti e componenti della commissione esaminatrice, illegittime assegnazioni di lotti a società senza il benchè minimo requisito richiesto, false dichiarazioni rese da un membro della commissione esaminatrice e dulcis in fundo la compagine societaria della ditta aggiudicataria della maggior parte dei lotti risulta essere composta da soggetti legati a vario titolo.

Elementi gravi ed inquietanti che minano alla base la legittimità stessa della procedura e dell’aggiudicazione.

Ma andiamo dentro la vicenda per raccontare tutti i particolari passo per passo.

La prima grave anomalia emersa analizzando gli atti e i documenti di questa procedura è l’esistenza di un inconfutabile ed inesorabile conflitto di interessi che intercorre ed esiste tra un componente della commissione esaminatrice e una ditta partecipante e concorrente, la quale si è poi aggiudicata vari lotti…

Tra i membri della commissione figura il dottor MONTELEONE GIUSEPPE , dirigente di II livello in UOC Ortopedia in ASL NA1 Centro- Ospedale San Paolo a Via Terracina.

Tra le ditte concorrenti  la “D.A.M. srl” con sede legale il Monte Miletto (AV) alla Via Roma -155, di cui sono amministratori con potere di firma disgiunta, la sign. Danila Tedesco e il sign. MAURIZIO BOTTA, che è risultata poi essere aggiudicataria di vari lotti.

E quindi, ? Si chiederanno i lettori…

E quindi…. BOTTA MAURIZIO E MONTELEONE GIUSEPPE SONO COGNATI! Sì, avete capito proprio bene: il sign. MAURIZIO BOTTA, amministratore della D.A.M.srl, ditta aggiudicataria di vari lotti, è sposato con la signora PATRIZIA MONTELEONE, sorella del dottor GIUSEPPE, membro succitato della commissione giudicatrice!!! E a prova inconfutabile di ciò, ecco qua, il certificato di matrimonio!Inchiesta protesi-p4

E già qui potremmo fermarci, in quanto il rapporto di parentela diretto che lega il dottor Monteleone al signor Botta va contro ogni logica e legge dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza previsti dall’Art. 2 del D.Lgs. n. 163/06 e mal si concilia con il dettato di cui all’art. 84, comma 7 della stessa normativa, il quale, nel disciplinare il modus operandi di una commissione esaminatrice e giudicatrice, estende ai commissari le regole dettate dall’art.51 del codice di procedura civile che regola i casi di astensione del giudice. In particolare in questo articolo si afferma chiaramente che il giudice e quindi per estensione di legge nel nostro caso il commissario, si deve astenere “se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori…”

Quindi chiaramente si comprende quale gravissima anomalia, per non dire illegalità,  è già quella che abbiamo appena esposto. Infatti il dottor MONTELEONE GIUSEPPE, una volta acclarato che tra i concorrenti c’era la ditta amministrata da suo cognato e quindi si trovava in stato di inconfutabile incompatibilità, doveva obbligatoriamente astenersi da membro della commissione esaminatrice della procedura. Il dottor MONTELEONE, però non solo non si è astenuto ma è andato ben oltre! Infatti nel “Modulo per dichiarazione assenza conflitto di interessi componenti commissioni giudicatrici” Soresa che deve essere compilato da ogni membro, il Monteleone ha dichiarato falsamente non solo “l’inesistenza di cause di incompatibilità e di astensione di cui all’art.84 co 4-5-7 del D.Lgs. n.163/06”, ma anche “di aver preso visione dell’elenco delle ditte concorrenti alla procedura di gara per la fornitura di Protesi Ortopediche e di cemento […]” e ancora di più continua dichiarando palesemente e consapevolmente il falso di non avere vincoli di parentela o coniugali o di affinità con persone legate a soggetti privati (ditte concorrenti alla procedura in oggetto) [•••]”

Questa dichiarazione resa sotto la propria responsabilità in data 15/10/2015 è inconfutabilmente illegale e fuori da ogni norma di legge prevista per queste procedure!!!! A riprova di quanto vi abbiamo detto,  alleghiamo la foto della dichiarazione resa e firmata dal dottor Monteleone.Inchiesta protesi-p3

Dunque con questa dichiarazione, il dottor Monteleone pur nella piena consapevolezza dell’esistenza di palesi ed inoppugnabili cause di incompatibilità con una della società partecipanti, decide volontariamente di non astenersi da membro della commissione giudicatrice, anzi dichiara il falso più volte e reiteratamente sotto la propria responsabilità, consapevole non solo di poter essere perseguibile penalmente, ma intenzionalmente con il suo modus agendi, di fatto ha procurato un ingiusto vantaggio non solo alla società D.A.M. srl, amministrata da Maurizio Botta suo cognato che è risultata aggiudicataria di molti lotti di gara, ma ha procurato vantaggio anche ad un’altra ditta, la “HAWK SERVICE SRL” con sede legale in Napoli, via Petrarca -26 di cui è amministratrice la signora ALBA BOTTA, figlia di Maurizio , nonché nipote del Monteleone!!!! Il tutto a danno degli altri concorrenti!

Illegalità palese, anomalie gravissime e procedura chiaramente inquinata, fatta sotto gli occhi di tutti da un dirigente di secondo livello dell’ASL NA 1!!!!

E la Regione, la Soresa e tutti gli altri organi preposti al controllo delle varie procedure è possibile che non si siano accorti di una illegalità così evidente?

La nostra inchiesta giornalistica resta con questi punti di domanda, ma vi dà appuntamento a presto con la prossima puntata e con sviluppi eclatanti….