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Legge di stabilità, la Carfagna categorica parte in quarta

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Roma. “Una manovra che non serve al Paese ma solo a Renzi per vincere il referendum”. Mara Carfagna, ex ministro per le Pari opportunità del governo Berlusconi, sulla legge di stabilità è categorica: “è l’ultimo scatto della sua spasmodica rincorsa alla legittimazione che finora non ha avuto. Del resto – dice in un’intervista alla Stampa – è diventato premier senza passare dalle urne con un’operazione di palazzo. Chiedete a Enrico Letta”. Premesso che “stiamo commentando solo delle slide”, “è una manovra che non costruisce il futuro dei nostri figli ma solo quello di Renzi”, perché, dice Carfagna, “è finanziata per lo più in deficit e non affronta i nodi principali del Paese: la bassa crescita e l’eccessivo debito pubblico. Il tutto per perseguire un fine preciso: il consenso nel breve-medio periodo senza una strategia di lungo termine”.iri-2017-jpg-696x298 Per Carfagna “la prova è nei fatti. I 30 miliardi in 3 anni per il bonus di 80 euro invece di ridurre le tasse alle famiglie. Stesso discorso per i 20 miliardi di sgravi del Jobs act: sarebbe stato molto meglio impiegarli nella riduzione del cuneo fiscale. Errori che ora vengono reiterati. Questa manovra – conclude – è una spruzzata di zucchero a velo su una torta bruciata: gradevole alla vista, ma la torta resta immangiabile”.