Grandi Opere

Grandi opere, appalti e corruzione: Impregilo-Salini-Condotte. Subappalti tutti alla camorra? L’indagine a che punto è?

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Giampiero De Michelis è il primo, grande, pentito delle grandi opere che i magistrati delle Procure di Roma e Genova hanno ascoltato, a più riprese, nell’ambito di diversi indagini sulla corruzione che ruota attorno i grossi appalti.
De Michelis sta collaborando con la magistratura per rispondere a tutta una serie di quesiti: perchè le grandi opere costano sempre più del dovuto?, per quale motivo, in Italia, sono così frequenti i crolli di viadotti, gallerie ed altri disastri?, perché per ogni mega-appalto c’è sempre un’inchiesta giudiziaria correlata?
Nei verbali finora raccolti De Michelis ha descritto un sistema fondato sulla corruzione, nel quale si insinua, poi, la criminalità organizzata attraverso i sub-appalti. A spartirsi la torta miliardaria: professionisti, burocrati e politici.
De Michelis, abruzzese 56enne, ha guidato i lavori dell’Alta velocità, i cantieri infiniti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e molti altri appalti, sempre con ruoli cruciali di “direttore dei lavori”: il primo e decisivo controllore pubblico delle imprese private.
Nel 2016 è rimasto coinvolto nella maxi-inchiesta, ribattezzata “Amalgama”, che ha travolto i manager di colossi come il gruppo Salini-Impregilo e Condotte.
Ed a quel punto che De Michelis ha deciso di vuotare il sacco con i magistrati e di ricostruire l’intreccio che c’è dietro i grandi appalti.
Ai tempi di Tangentopoli la corruzione era diretta: tangenti in cambio di appalti d’oro.
Oggi, invece, c’è una corruzione strutturata su almeno tre livelli, più difficile da far venire alla luce. Centrale è la figura del controllore pubblico che favorisce una cupola di imprese privilegiate, che ora lo ripagano indirettamente, dividendo la torta con altre società private, attraverso subappalti nei quali si insinuano le mafie, consulenze o compartecipazioni in apparenza regolari. Il trucco è che dietro queste aziende c’è lo stesso pubblico ufficiale, che le controlla segretamente tramite soci occulti.
Con questi giochi di sponda, le grandi imprese comprano il controllore-direttore dei lavori, che a quel punto non controlla più niente.

Ma le indagini delle due Procure a che punto sono? Ah saperlo…